<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679</id><updated>2011-12-02T20:20:49.827+01:00</updated><title type='text'>Quaderno di caccia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>78</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112774962214632205</id><published>2005-09-26T17:41:00.000+02:00</published><updated>2005-09-26T17:47:02.150+02:00</updated><title type='text'>Comunicazione di servizio</title><content type='html'>Il treno si ferma qui. Chi vuole proseguire lo aspetto &lt;a href="http://jotaeprosecco.blogspot.com"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112774962214632205?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112774962214632205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112774962214632205' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112774962214632205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112774962214632205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/09/comunicazione-di-servizio.html' title='Comunicazione di servizio'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112746986344988211</id><published>2005-09-23T12:03:00.000+02:00</published><updated>2005-09-23T12:28:26.123+02:00</updated><title type='text'>Un' IKEA romantica</title><content type='html'>La cena non è male. Nulla di trascendentale, per carità, ma è guarnita con quel apprezzabile gusto da rivista di cucina di mamma. Una pasta leggera leggera, con i pomodorini e poco aglio, e la fogliolina di basilico a guarnire; una insalatina mista prelavata; due o tre spezie giuste; la crepes dolce, scongelata, con i ricciolini leziosi di panna spray sui bordi del piatto.&lt;br /&gt;Il vino l’ho portato io, però. Bianco, secco, friulano doc. Tintinniamo i bicchieri con una malizia che mi stuzzica alquanto. L’invito è stato piuttosto inaspettato ma le cose belle, si sa, nascono e vengono meglio se sono spontanee.&lt;br /&gt;Nell’avvicinare i bicchieri le sfioro le dita. Lei indugia quel tanto che basta per farmi salire un brivido al collo. L’orologio della sala segna le dieci e trenta della sera e il caffè gorgoglia sul fuoco pronto già a fuoriuscire con impeto dal beccuccio della moka. Lei s’alza e mi avvicina la tazzina sul tavolo iniziando  a versarmelo. Mi indica l’armadietto dove ci sarebbe una bottiglia di grappa che mi attende e, con un sorriso, mi dice: “Serviti pure, vado un attimo di là a mettermi ora qualcosa di comodo”. Rimango da solo nella stanza a rimestare, vagamente emozionato, il cucchiaino nella tazzina provando ad immaginare la maniera che avrà scelto di ripresentarsi in salotto. Ripasso mentalmente un suo possibile guardaroba sexy e propendo per un sperabile baby-doll semitrasparente, simile ad uno che avevo notato in una vetrina di intimo per donna del centro. Quando sollevo gli occhi dalla tazzina il caffè si ferma in gola bruciandomi l’esofago come un tizzone ardente. Mi viene da tossire. Sulla porta il suo corpo si staglia dalla penombra del corridoio. Indossa una felpa pesante, ampia e lacera, che le arriva alle ginocchia. Le gambe indossano un pigiamone a fiori dai colori che non s’accompagnano per nulla. Trascina con sé uno scatolone grande quanto lei e, sputando a terra un cacciavite che stringeva in bocca, mi chiede con lo sguardo più seducente che le è concesso in quella condizione: “Mi daresti una mano adesso a montare la libreria? Dalle istruzioni qui allegate non ci ho proprio capito un bel nulla".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112746986344988211?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112746986344988211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112746986344988211' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112746986344988211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112746986344988211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/09/un-ikea-romantica.html' title='Un&apos; IKEA romantica'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112721190254484936</id><published>2005-09-20T12:21:00.000+02:00</published><updated>2005-09-20T12:25:02.550+02:00</updated><title type='text'>Una breccia di commento uggioso.</title><content type='html'>Curioso. Oggi è il 20 settembre. E il 20 settembre 1870 è avvenuta la breccia di Porta Pia. E il 20 settembre (stanotte all’una per la precisione) è stata eletta Miss Italia. Guarda un po’: una piemontese. E oggi leggo che il cardinale Ruini (forse memore del fatto che un tempo il potere del Vaticano era pure temporale oltre che spirituale) non perde l’occasione per ribadire ciò che pensa la Chiesa riguardo le coppie di fatto o gay (che già metterle assieme nel medesimo calderone in questa diatriba è grottesco). &lt;br /&gt;Io, ovviamente, porto rispetto alla sua opinione (chiamiamola così) ma se tali concetti i sacerdoti li esprimessero meglio e solo durante le loro omelie, ai fedeli raccolti tra i banchi di una chiesa, o durante gli incontri di catechismo o prematrimoniali, sarebbe più opportuno. Lo Stato pensi invece a non farsi influenzare e, in tutta serenità, si adopri a creare tutele e democrazia per tutti sperando magari che qualcuno non si azzardi a chiedere firme per un ennesimo referendum. Abbiamo già dato recentemente, anzi, no, la maggior parte di noi ha dato proprio un bel nulla restandosene beatamente a casa in pantofole e spacciando la cosa per cosciente scelta civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tre serate la RAI (televisione di stato) ci ha ammorbato, come da immutabile tradizione, con la visione di fanciulle in bikini costrette a sfilare avanti e indietro, a stare ore e ore in piedi, immobili, sorridenti, sopra una scalinata, a rispondere alle più insulse domande e a presentarsi al pubblico come nemmeno la più deficiente delle bambine di sei anni può fare (e ne hanno ben venti di anni!!).&lt;br /&gt;Pare che la maggior parte di loro sia disposta ad ammettere che il desiderio più alto sia sposare un imprenditore (oltre naturalmente a sfondare come attricette e velinette). Accidenti che concrete ambizioni hanno queste qui. E gli organizzatori ci vorrebbero convincere che queste rappresentano la parte solare e sana del Paese. &lt;br /&gt;Confesso che a me fanno soprattutto tanta tenerezza i fidanzatini di queste miss. Quelli che le accompagnano (o che rimangono a casa con la famiglia allargata ai teorici suoceri sul divano davanti il televisore). Sembra sempre che non si rendano mai conto che questi sono gli ultimi giorni di gloria per loro al fianco di tali bravi bambine tutto mamma, papi e nonni meravigliosi. Verranno tutti lasciati da esse (o le lasceranno) appena si accenderanno i riflettori di una qualunque sagra paesana e il primo scalzacane di procuratore inizierà ad aggirarsi con qualche contrattino pubblicitario di seconda scelta in mano. Ma si vuole mai criticare qui il giusto Sogno ad una fanciulla baciata dalla beltà donata dal Signore? Ne conviene anche lei cardinal Ruini, vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112721190254484936?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112721190254484936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112721190254484936' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112721190254484936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112721190254484936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/09/una-breccia-di-commento-uggioso.html' title='Una breccia di commento uggioso.'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112713311730395303</id><published>2005-09-19T14:17:00.000+02:00</published><updated>2005-09-20T15:49:36.100+02:00</updated><title type='text'>Deja vù</title><content type='html'>Gioco a "tirarmela" un po'.&lt;br /&gt;Leggo oggi su Repubblica.it sul &lt;a href="http://blog.repubblica.it/rblog/page/MCrosetti/20050919#200509262083831"&gt;blog di Crosetti&lt;/a&gt; un post su Calvino. Mesi fa scrissi anch'io qualcosa a riguardo (usando persino la medesima citazione) come potete eventualmente leggere &lt;a href="http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/e-se-un-mattino-colazione-un.html" target="-blank"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112713311730395303?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112713311730395303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112713311730395303' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112713311730395303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112713311730395303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/09/deja-v.html' title='Deja vù'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112653131811255052</id><published>2005-09-12T15:16:00.000+02:00</published><updated>2005-09-12T16:34:38.963+02:00</updated><title type='text'>giorno d'estate in camper</title><content type='html'>Il bimbo osserva i fogli bianchi sparsi sul tavolino e raccoglie dalla scatola una matita colorata. Inizia a disegnare con tratti precisi. Ogni tanto la punta della matita si spezza così dalla scatola ne afferra subito un’altra incurante del colore. Il disegno variopinto prende, a poco a poco, forma: una testa sbilenca, linee di capelli arruffati, un corpo tronco, due rettangoli divaricati stretti, lunghi lunghi, simili a gambe, una mano di tre dita, l’altra monca.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Difegno&lt;/em&gt; papà”, dice.&lt;br /&gt;Fuori piove da ore,  l'ennesimo temporale d'estate accende saette all'orizzonte. Il bimbo alza la testa verso la piccola finestra del camper e vede le chiome degli alberi scosse dal vento.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Ftiamo&lt;/em&gt; al &lt;em&gt;siculo &lt;/em&gt;qui vero mamma?”. E rimane in attesa di una risposta mordendo la matita.&lt;br /&gt;“Certo tesoro, siamo al sicuro qui. Vedrai che torna poi papà e ci sarà il sole così potrai giocare fuori assieme a lui”.&lt;br /&gt;Il bimbo guarda la madre, ritta davanti al piccolo ripiano del cucinino mentre è intenta a tagliare una cipolla, e le sorride. Si sente proprio &lt;em&gt;siculo&lt;/em&gt; ora. Più volte la osserva strofinarsi con il dorso della mano il volto. Guarda lei, guarda fuori, riguarda i suoi occhi ora parecchio arrossati, guarda ancora fuori.&lt;br /&gt;Rivoli d’acqua scivolano sul vetro in sentieri improvvisi che il suo sguardo curioso accompagna.&lt;br /&gt;Il bimbo posa un dito appena sotto la palpebra inferiore dell' occhio e lentamente lo fa scivolare giù lungo la guancia, poi lo punta al vetro e esclama: “Mamma! Guarda! Le lacrime della pioggia!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;lacrime di pioggia &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;il tuo ricordo mi parla&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;dalla mia finestra&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;io guardo il mondo che passa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ed ogni giorno ci sarai&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ogni minuto che vorrai&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ad ogni passo della vita&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e quale strada sceglierai&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che direzione mi consiglierai&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ad ogni passo della vita&lt;/em&gt; …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(da : &lt;em&gt;Lacrime di pioggia&lt;/em&gt; di Antonello Venditti)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112653131811255052?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112653131811255052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112653131811255052' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112653131811255052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112653131811255052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/09/giorno-destate-in-camper.html' title='giorno d&apos;estate in camper'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112532496538444473</id><published>2005-08-29T16:06:00.000+02:00</published><updated>2005-08-30T10:08:01.573+02:00</updated><title type='text'>corsi, ricorsi e concorsi di colpa</title><content type='html'>Nella tradizione del cinema americano esiste il genere del cinema impegnato che tocca temi importanti. Penso ad esempio al nucleare (Sindrome cinese), all’inquinamento ambientale (Erin Brockovich), al giornalismo politico d’inchiesta (Tutti gli uomini del Presidente).&lt;br /&gt;Sono, questi, tutti esempi di temi ispirati a fatti reali e trattati in modo serio, rigoroso e senza indulgere al facile macchiettismo.&lt;br /&gt;In Italia, purtroppo, non c’è gran tradizione per il cinema di tal genere. L’italiano, sin dal dopoguerra, fatta salva la gloriosa parentesi del neorealismo, è stato nutrito con la commedia, l’avanspettacolo e le storielle amene, o struggenti, aventi l’atteso e inevitabile lieto fine.&lt;br /&gt;Durante i tempi del fascismo ci si distraeva con i films definiti: &lt;em&gt;dei telefoni bianchi;&lt;/em&gt; poi vennero i drammoni commoventi dell’accoppiata Matarazzo-Nazzari; poi seguì la saga quarantennale dell’ &lt;em&gt;italiano medio&lt;/em&gt; e dell’ &lt;em&gt;italiano pittoresco e picaresco&lt;/em&gt; dei Sordi, Manfredi, Tognazzi e Gassman; fino a giungere alla comicità facile e &lt;em&gt;di pancia&lt;/em&gt; dei fratelli Vanzina, di quella &lt;em&gt;tragicomica &lt;/em&gt;di Villaggio e del &lt;em&gt;filone toscano&lt;/em&gt; capitanato da Pieraccioni.&lt;br /&gt;Le uniche eccezioni davvero impegnate sono venute da films sulla mafia (da &lt;em&gt;Salvatore Giuliano&lt;/em&gt; di Rosi, fino ai più recenti riguardanti i &lt;em&gt;martiri &lt;/em&gt;Falcone e Borsellino) e dai films sul periodo nero dei cosiddetti &lt;em&gt;anni di piombo&lt;/em&gt; ovvero degli anni che hanno quale epicentro il delitto Moro.&lt;br /&gt;Ed è proprio in riferimento a questo ultimo periodo che nelle sale (preciso: nella unica sala cittadina che ha avuto un’affluenza, sabato sera ultimo scorso, di ben tre spettatori compreso il sottoscritto) si proietta la vicenda di un commissario (Francesco Nuti) alle prese con un caso di presunto suicidio di un sindacalista dei giorni nostri a seguito di un prologo ambientato pochi giorni prima del sequestro del presidente della DC.&lt;br /&gt;Qui la storia non la racconto che, per chi la volesse scoprire, non sarebbe nemmeno male, sennonchè dal regista (Claudio Fragasso, vedi: &lt;em&gt;La casa 5&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Non aprite quella porta 3&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Palermo-Milano sola andata&lt;/em&gt;) mi sarei aspettato un film con più tensione e ritmo.&lt;br /&gt;Ho avuto invece l’impressione che il cast fosse totalmente inadeguato nella rappresentazione dei personaggi e nella recitazione davvero poco credibile. Mi è sembrato che Nuti e Benvenuti assieme facessero ancora ricordare i tempi dei “Giancattivi” e ci si aspettasse sempre, da un momento e l’altro, l’entrata in scena di Athina Cenci.&lt;br /&gt;Sul film aleggiava un’aria da thriller grottesco, non si sa quanto voluta, che mi ha ricordato in parte le atmosfere e la caratterizzazione dei personaggi di David Linch, quello dei tempi di Twin Peaks per capirci. Se così fosse: chapeau.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo il periodo a cavallo del ‘77 rimane ancora una ferita troppo aperta per mantenere le dovute necessarie distanze. Forse sarà stato giusto evidenziare quanto poco oggi sia rimasto degli ideali di quegli anni e quanti “convinti rivoluzionari” di allora siano oggi degli stimati borghesi ben inseriti nei gangli del potere politico-mediatico-culturale odierno. Forse sarà inevitabile questo gettar fango "revisionista" verso chi nelle piazze auspicava “un mondo migliore e più giusto” con il pugno alzato contro chi “manteneva l’ordine costituito” con il manganello sfilato. Quelli sono stati anni duri e dolorosi, pieni di idee e programmi divulgati con il ciclostile e oscurati da nuvole di lacrimogeni e ammaccati dai colpi delle sbarre di ferro. Anni che hanno trovato l’inevitabile culmine e sfogo nelle canne fumanti delle P38 pronte a mordere con i loro proiettili le gambe (e poi molto altro) di malcapitati presunti, innocenti, nemici del popolo. Anni da dimenticare o forse da ricordare e analizzare con una migliore e più opportuna onestà storica. Anni di rabbioso disordine e di guerre civili cittadine delle quali proprio Padova, all’epoca, risultò essere uno dei focolai più accesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è, a chiudere, una delle scene finali dove si vede il figlio black-block soccombere ed implorare, sotto la gragnuola di manganellate dei poliziotti, l’intervento del padre commissario a protezione e difesa dopo che, ad una cena famigliare precedente, l’avesse offeso vomitandogli addosso slogan triti contro il potere schiavizzante delle multinazionali. E’ una scena che non fa certo ben sperare che la storia non si ripeta e che le colpe, gli eccessi e i voltafaccia opportunistici e meschini dei padri, non ricadano, ancora e sempre come al solito, sui figli. In fondo nemmeno loro tanto innocenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112532496538444473?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112532496538444473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112532496538444473' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112532496538444473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112532496538444473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/08/corsi-ricorsi-e-concorsi-di-colpa.html' title='corsi, ricorsi e concorsi di colpa'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112449498778804403</id><published>2005-08-20T01:43:00.000+02:00</published><updated>2005-08-24T09:05:55.573+02:00</updated><title type='text'>Lavare un elefante</title><content type='html'>Nel mio paese, Staranzano, vi risiedono circa tredicimila anime comprendendovi in esse gli animali tra cui le &lt;em&gt;raze&lt;/em&gt; (anatre) vive almeno fino al giorno della sagra omonima.&lt;br /&gt;Scrivo del mio paese perchè è lì che risiede l'autrice del libro dal titolo: &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lavare un elefante&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ed è un titolo che trovo bellissimo.&lt;br /&gt;Qui non si parla di savane e continenti africani ma di una coppia di coniugi che hanno fatto dell'apertura agli altri, dell'ascolto e dell'accoglienza, il proprio progetto comune di vita.&lt;br /&gt;L'autrice è originaria della provincia padovana, triestina d'adozione prima e poi residente, con il marito, a Staranzano nel cuore della &lt;a href="http://www.bisiacaria.com/"&gt;bisiacaria&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nel libro si narra, inizialmente, di come sia nata la scintilla che ha portato alla scelta coraggiosa, anticonformistica e, forse per molti, sconcertante di radunare dal nulla, dentro le proprie mura di una mansarda, prima, e di una fattoria "alternativa", in seguito, giovani al di fuori delle comuni aggregazioni già esistenti (parrocchia e associazionismo vario).&lt;br /&gt;Si narra di anni condivisi assieme a ragazzi vivi e altruisti, di convivenza tra figli naturali e in affido, di problemi giovanili, di esperienze con l'handicap, di girandole di innamoramenti, di linee d'ombra lasciate alle spalle.&lt;br /&gt;Si narra anche di animali allevati ed accuditi con amore materno, di un "focoso" &lt;em&gt;becco&lt;/em&gt;, di &lt;em&gt;masorini&lt;/em&gt; innamorati, di una gatta eterna in vita e poi nella memoria.&lt;br /&gt;E si narra anche del dolore, di momenti estremamente intimi e di sensazioni profonde attraverso episodi struggenti e commoventi che raggiungono la poesia.&lt;br /&gt;Un libro che pare una saga magica dal sapore vagamente sudamericano, che abbraccia quasi quaranta anni di vita, scritta da una &lt;em&gt;Isabel Allende&lt;/em&gt; dell'Isontino.&lt;br /&gt;Un libro autobiografico che è anche piuttosto divertente, dove ci sono parti che sembrerebbero frutto di sola fantasia se non fosse che alcune persone descritte io le abbia conosciute personalmente in altri momenti e contesti.&lt;br /&gt;Sono pagine che trasudano gioia di vivere, voglia di donarsi in cambio anche di un solo semplice sorriso. E' la storia di un amore coniugale intenso cementato dal desiderio di incontrarsi a vicenda e di accettarsi per quello che si è. E' la storia di un cammino spirituale e personale chissà mai se concluso pienamente. E' una maniera, credo, di invitarci a bere assieme a loro il buon latte genuino e prezioso di una capra provvidenziale e generosa.&lt;br /&gt;E mi piace credere che ciò che insegna questo libro è che nella vita non ci si debba fermare davanti a nulla perchè nulla è davvero impossibile se lo si desidera intensamente. Semplicemente potrà essere soltanto un pochino più faticoso. O terribilmente complicato qualche volta.&lt;br /&gt;Come lavare un elefante, per l'appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/50/clarafacco.jpg"&gt;&lt;img class="phostImg" src="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/200/clarafacco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Clara Facco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Lavare un elefante&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ed. Ikon &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112449498778804403?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112449498778804403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112449498778804403' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112449498778804403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112449498778804403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/08/lavare-un-elefante.html' title='Lavare un elefante'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112418364398971254</id><published>2005-08-16T11:11:00.000+02:00</published><updated>2005-08-16T11:14:03.996+02:00</updated><title type='text'>Giù i calzoni, entra l'insegnante</title><content type='html'>Tanto per riprendere la mano una volta rientrati dalle ferie e visto che siamo ancora in agosto con la gente beata sulle spiagge, c’è questa cosa reiterata che accade un po’ dappertutto nel mondo e che i giornali riportano puntuali. Mi pare si sia già almeno al terzo o quarto caso in breve tempo.&lt;br /&gt;Parliamo di attentati terroristici? Tsunami o terremoti? Aerei che precipitano? No. Parliamo di insegnanti giovani e piacenti che istruiscono i propri studenti con particolari lezioni “private”. Finora l’andazzo se lo spartiscono i paesi anglosassoni (USA e GB) ma nulla impedisce che possa accadere altrove. In Italia, patria della maestrina dalla penna rossa, finora ancora nulla. D’altronde immaginare il personaggio deamicisiano avviluppato carnalmente con un Garrone o un Franti fa un certo effetto non c’è che dire.&lt;br /&gt;Ricordo che ai tempi della scuola l’insegnante faceva parte dei sogni proibiti di ogni studente maschio che si rispettasse. Mi sono sempre chiesto quanto coscienti fossero le giovani insegnanti, sugli effetti turbativi causati dai loro vestitini primaverili, quando entravano in classe e salivano sulla pedana per sedersi in cattedra. Ricordo una insegnante di matematica (a pensarci ora piuttosto nanetta e rotondetta ma con una minigonna mozzafiato) che sapeva sfoggiare un sorriso così coinvolgente che, per lei, avrei innalzato la migliore campana di Gauss in cambio di una sua derivata (carezza) o integrale (nudo).&lt;br /&gt;Sono di una generazione che è stata svezzata con le rotondità conturbanti delle varie Fenech, Guida e Cassino in un periodo di filmografia trash che si attende oggi di essere rivalutata persino da un Ghezzi in Fuori orario, e pensare a tutti questi imberbi studentelli brufolosi sedotti realmente da procaci ed avvenenti professoresse c’è da morire d’invidia per loro altro che per Alvaro Vitali.&lt;br /&gt;Poi, magari, mentre i fanciullini minorenni passano il tempo al bar a ruttare taniche di birra e fumare sigarette (o peggio) con gli amici raccontando loro le peripezie amorose subite, le donzelle in questione vengono bruciate, assieme ai loro registri di classe, al rogo mediatico e finiscono pure in galera. Qui ovviamente si scherza e si comprende benissimo tutte le possibili nefaste implicazioni dal punto di vista pedagogico, educativo, psicoevolutivo, eccetera.&lt;br /&gt;Ma sarà un caso che poi, in fondo, un libro dal titolo: “Lolito” scritto da una qualche penna femminile non sia ancora mai uscito fuori?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112418364398971254?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112418364398971254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112418364398971254' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112418364398971254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112418364398971254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/08/gi-i-calzoni-entra-linsegnante.html' title='Giù i calzoni, entra l&apos;insegnante'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112289410070099680</id><published>2005-08-01T12:57:00.000+02:00</published><updated>2005-08-02T08:56:30.806+02:00</updated><title type='text'>Mandi Maddy</title><content type='html'>C’è quel pensiero che si insinua e ti afferra dentro. Non si toglie, non se ne va. La sera precedente l’hai trascorsa guardando i suoi biondi capelli, con sorriso sornione pensando che tiene meno della metà dei tuoi anni, sparando battute spiritose a raffica per bearti ogni volta della sua risata. Probabilmente ha giocato con te, anzi, ne sei certo. Ma il gioco le è piaciuto e l’hai condotto bene. Probabilmente ventanni fa, anzi, certamente ventanni fa, nell’identica situazione avresti iniziato a pensare a come stringere e provarci. Oggi, no. Sarebbe ridicolo, tanto ridicolo. O forse no. Non hai voglia di cadere in facili trappole solo perché hai troppa voglia di donare, oltre a ricevere. Così ti rimane solo di scroccare sigarette e sorseggiare vino e grappa alternati. Ma stai in vacanza e allora goditi il salutismo montano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è la strada asfaltata e dal parabrezza dell’auto osservi le montagne della Carnia. Hai appena accompagnato alcuni amici, tra i quali anche lei, alla stazione dei pulman per il rientro in città. Tra le dita avverti ancora il calore della sua mano che ha indugiato un po’ prima di staccarsi dalla tua al termine del saluto. Una fatica evitare le sue labbra e i suoi occhi azzurri. Ingrani la quinta nell’unico tratto rettilineo di una strada che attraversa minuscoli paesi abitati da gente semplice e sincera, dove puoi passare a prelevare una bombola del gas in un negozio e ripassare quando ti pare per il pagamento. Qui è tutto così semplice e vorresti che fosse semplice anche innamorarsi. Finalmente. Senza se e senza ma. Accadrà prima o poi. Intanto per questo paesaggio ci vorrebbe un po’ di buon jazz. Tieni Coltrane in macchina ma sai già che opterai per il pop di Robbie Williams. Le note di &lt;em&gt;Rock DJ&lt;/em&gt; ripartono e, istintivo, butti lo sguardo sorridente allo specchietto retrovisore e ti sembra di vederla ancora, dietro te, con le sue spalle danzare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112289410070099680?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112289410070099680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112289410070099680' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112289410070099680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112289410070099680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/08/mandi-maddy.html' title='Mandi Maddy'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112202760264483988</id><published>2005-07-22T12:18:00.000+02:00</published><updated>2005-08-01T00:35:24.400+02:00</updated><title type='text'>La pantera sul divano</title><content type='html'>A volte capita di incontrare persone sconosciute, delle quali continuerai tranquillamente a farne a meno in seguito, ma che in un momento particolare della vita riescono persino ad entrare nella tua sfera privata più intima ovvero: la tua casa.&lt;br /&gt;Era l’anno della “pantera” (detta così sembra un titolo di un film) e dei movimenti di protesta che allora nascevano e mugugnavano in Padova nei primi anni novanta.&lt;br /&gt;Ci fu una sera, quindi, che mi arrivò in casa uno stuolo di ragazzi universitari (invitati da chi allora teneva in affitto da me una stanza) per una di quelle riunioni di coordinamento politico-carbonaro alle quali, sin dalla metà degli anni settanta, parecchi di noi almeno una volta hanno avuto l’orgoglio o la sventura di assistere e partecipare.&lt;br /&gt;Ricordo che subito mi auto-relegai, quale mero lavoratore non universitario, nel mio cucinotto a preparare la cena per tutti mentre il mio soggiorno espropriato fu, per qualche ora, consegnato al manipolo di studenti proletari (si fa per dire) del movimento nascente. Credo che quella sera abbiano tratteggiato le prime linee guida della cosa per cui, quell’appartamento già di mia proprietà (concetto molto borghese), è da considerarsi luogo “storico” per certi versi.&lt;br /&gt;Dico questo perché mi è capitato tra le mani, sistemando la mia modesta biblioteca, un libro di poesie acquistato non ricordo più quando, scritto dall’allora fascinoso capopopolo di quella serata, della quale porto ancora lo struggente e affettuoso ricordo dei costi di riparazione del divano e della poltrona che non hanno retto del tutto l’impatto con il sogno rivoluzionario.&lt;br /&gt;Però devo dire che le sue poesie sono tutte molto belle e mi permetto di postare una qui sotto in quanto fotografa un medesimo mio ricordo condiviso. Poche righe ma che mi fanno pensare al mare di casa nativa. E alle vacanze che là mi attendono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;GABBIANI&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I gabbiani stanno sempre nel cielo, che è il loro solo mondo. Quando il vento è più freddo si fanno portare su in alto e si lasciano andare, così da sembrare più fermi e sicuri dei loro fratelli dal volo più mosso, che rischiano contro la bora schiantandosi, pare, a momenti e faticosamente sulle facciate delle case.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Stefano dal Bianco da: Ritorno a Planaval, Mondadori)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112202760264483988?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112202760264483988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112202760264483988' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112202760264483988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112202760264483988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/07/la-pantera-sul-divano.html' title='La pantera sul divano'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112178045019683738</id><published>2005-07-19T15:37:00.000+02:00</published><updated>2005-07-19T16:04:06.150+02:00</updated><title type='text'>Letteratura in ottanta caratteri</title><content type='html'>Ad ogni nuova volta divento più cinico e disincantato. Se c’è una cosa che ha rivoluzionato la telefonia mobile è il contatto tra gli umani. Si comunica tutto entro gli ottanta caratteri di un sms.&lt;br /&gt;Ottanta caratteri per provare a chiarirsi, litigare e decidere di smettere definitivamente con una conoscenza decennale. Inutile specificare che è con una donna.&lt;br /&gt;La sera prima, sul mio terrazzo di casa al chiar di luna, malgrado la tavola imbandita e l’ottimo vino californiano, non m’è riuscito di dar voce e un senso compiuto ai miei pensieri schiacciati dal suo sguardo ostile ed irritato. Non importa qui il perché di ciò ma so solo che, dopo, mentre se ne tornava a casa in macchina, ottanta chiari caratteri inviati a lei sono usciti e via. Fine. Stop. The end.&lt;br /&gt;Per me, già dopo un quarto d’ora, non era più così ma l’unico ormai inutile contatto che ora mi rimane sarebbe il suo cellulare con il mio nome illuminato sopra assieme al suono insistente di una chiamata a vuoto. Qualcuno ha detto che “letteratura” è anche una lista della spesa. Forse anche questa roba qui?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112178045019683738?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112178045019683738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112178045019683738' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112178045019683738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112178045019683738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/07/letteratura-in-ottanta-caratteri.html' title='Letteratura in ottanta caratteri'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112112422446007794</id><published>2005-07-12T01:15:00.000+02:00</published><updated>2005-07-12T10:57:59.006+02:00</updated><title type='text'>La Guerra dei tonti</title><content type='html'>Qual è il sogno recondito di un padre separato se non quello di riabilitarsi agli occhi della propria ex-consorte attraverso la cura amorevole dei propri figli momentaneamente lasciati a lui in custodia? E come potrebbe farlo uno scapestrato operatore alle gru (non sembra casuale la cosa) che tiene l’appartamento peggio del più lercio single della galassia (nemmeno la citazione cosmica è casuale)? Quali gesta eroiche deve compiere? Accompagnare un figlio allo stadio? Concedere una uscita serale alla propria figlia? Per un padre qualunque forse, ma non certo per un Tom Cruise vestito come un adolescente che pare essere diventato padre all’età delle prime sue polluzioni notturne.&lt;br /&gt;Lui, come minimo, deve trovarsi a fronteggiare un attacco alieno in scala planetaria.&lt;br /&gt;Così lo vediamo fuggire, saltellando e zigzagando tra crateri che si aprono e raggi mortali, portando con sé i due figli (un ragazzo vagamente problematico e una bambina che soffre già di suo, come se non bastasse quello che le sta per accadere, di frequenti crisi di panico ed è allergica nientemeno che al burro d’arachidi!).&lt;br /&gt;Gli alieni sbucano fuori dall’asfalto cittadino come cocomeri nei campi e sono E.T piuttosto infastiditi dal costo elevato delle telefonate interurbane verso casa. Difatti ora s’impegnano a disintegrare quelle terrestri. Camminano come gru malferme (appunto) sembrando però davvero invincibili.&lt;br /&gt;Si prospetta al pubblico in sala la fine dell’Umanità prima degli spot dell’intervallo. Non finirà così e chi ha letto il classico libro omonimo di &lt;em&gt;HG Wells&lt;/em&gt; lo sa già il perché.&lt;br /&gt;Hollywood è maestra indiscussa degli effetti speciali e qui si diverte come non mai. Come accade con tutti i film del genere catastrofico però, il gusto per la storia raggiunge il suo climax nella prima parte, per poi discendere inesorabile all’edificante e tranquillizzante finale borghese.&lt;br /&gt;Spielberg scatena, come sa ben fare, l’intero immaginario cinematografico che va da: &lt;em&gt;Terremoto&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Titanic&lt;/em&gt;,  &lt;em&gt;Apocalipse Now&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Alien&lt;/em&gt;, fino alla &lt;em&gt;Scelta di Sophie&lt;/em&gt; (si, giuro, Tom Cruise si trova ad un certo punto drammaticamente a scegliere quale dei due figli salvare).&lt;br /&gt;La battuta più strana del film è comunque proprio quella del figlio che all’asserzione del padre che un pericolo immane stia giungendo da fuori dei confini risponde: "Da dove? Dall’Europa?". Figuriamoci. Al Qaeda, in tal caso, ringrazia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112112422446007794?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112112422446007794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112112422446007794' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112112422446007794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112112422446007794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/07/la-guerra-dei-tonti.html' title='La Guerra dei tonti'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-112043301664513643</id><published>2005-07-04T01:19:00.000+02:00</published><updated>2005-07-05T09:06:28.586+02:00</updated><title type='text'>Parodie</title><content type='html'>C’è questa tendenza molto spiritosa (ironica o satireggiante è pretendere troppo) di parodiare famosi best sellers. Penso ad esempio al &lt;em&gt;Signore dei tranelli&lt;/em&gt; o ai due libri di Baricco, &lt;em&gt;Seta&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Senza Sangue&lt;/em&gt; rispettivamente mutati in &lt;em&gt;Setole&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Senza sugo&lt;/em&gt;, già pubblicati (tutti) nell’elegante formato mignon per sdilinguite lettrici da pausa caffè.&lt;br /&gt;Ovviamente poteva forse mancare la parodia del &lt;em&gt;Codice da Vinci&lt;/em&gt;? No di certo. Infatti mi è capitato di rischiare l’abbattimento distratto di una torre di libri piantati presso l’ingresso della libreria Feltrinelli di Largo Torre Argentina a Roma. La copertina di essi recava il titolo, quasi ovvio dirlo, di: &lt;em&gt;Il codice Stravinci&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Coinvolto pure io, perciò, da questa moda imperante inizio qui a gettare giù qualche possibile o teorica idea aggiuntiva non mancandomi la faccia tosta di scrivere stupidaggini.&lt;br /&gt;Allora inizio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL NOME DELLA SPOSA – Romanzone medievalpopolare dove un frate indaga sull'identità e sullo stato di presunta illibatezza di una agognata fanciulla di un villaggio, nei pressi di una misteriosa abbazia, dove l' avido e inquietante sovrano di quelle terre già l’attende per il matrimonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OCEANO PARE – Poetico e lirico romanzo ambientato sul lago di Como quando ancora si pensava fosse molto più esteso di quello che risulta ora. Pare che il Manzoni l’abbia considerato il vero romanzo ispiratore per la sua opera più tarda e famosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PARADISO DEI PORCHI – Fa parte della quadrilogia che vede la famiglia Melassenne all’opera in improbabili, stucchevoli e dolciastre avventure colanti prosa zuccherina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CINQUE SETTIMANE NEL PALLONE – Un misterioso individuo vaga errabondo e smemorato per l’Europa. Verrà rintracciato dall’Interpol e si scoprirà essere un famoso arbitro di calcio che ha perso la bussola per un rigore a torto negato durante la prossima finale di Coppa del Mondo che avverrà in Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA DUNA E IL FALO’ – Storie scottanti di teppismo e furti d’auto anni ottanta (della stessa collana anche: IL DELTA DI CENERE)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL SIGNORE DEI PANNELLI – Dall’ est il regno del Male avanza oscurando la Terra di mezzo. Compito di un tecnico elettronico hobbit installare, in gara col tempo, su tutte le case della contea, i pannelli solari per l’accumulo dell’energia fornita dagli ultimi raggi di sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA BRUNA DEL LAGO – Spy story che vede una splendida killer mora mozzafiato alla ricerca, per conto di una intraprendente multinazionale di borsette e cinture fabbricate in Cina, del luogo dove si nasconde e giace il mitico serpentone di Loch Ness.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I POLLASTRI DELLA TERRA – Significati reconditi e mistici per una storia avvincente e molto ruspante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CRONACA DI UNA CORTE ANNUNCIATA – Biografia di un irresistibile latin-lover sudamericano che risponde al nome di: Casanova Buendia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL GRANDE NONNO e IL TALCO MALTESE – Gialli noir di qualità che piacciono ad anziani e poppanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ORLO DELLA RIFONDAZIONE – Partito robotico di estrema sinistra che sale al potere nella Galassia dominata dalle armate robot-centriste. Fantascienza fin troppo spinta persino per i gusti estremi di chi ama il genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER CHI SUONA LA CAMPANELLA – Amore tormentato di un eroico bidello che ama, segretamente ricambiato, l’ algida Preside di un istituto spagnolo durante i movimenti studenteschi del sessantotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CENTOMILA GAVETTONI DI GHIACCIO – Le strana rimpatriata di una allegra e goliardica spedizione polare stanziata in Antartide raccontata dalla fantasiosa voce narrante di un pinguino perplesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-112043301664513643?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/112043301664513643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=112043301664513643' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112043301664513643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/112043301664513643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/07/parodie.html' title='Parodie'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111977838994379060</id><published>2005-06-26T11:29:00.000+02:00</published><updated>2005-06-26T11:33:09.950+02:00</updated><title type='text'>Chi ha ucciso Biancaneve nel parco?</title><content type='html'>Me l’avevano detto che non avrei visto qualcosa di molto canonico ma la favola di Biancaneve, insomma, beh, magari ci si aspetta di vedere l’originale rivisitato di Perrault, o qualcosa di un po’ meno conosciuto della versione planetaria e mitigata di Disney e invece. Entro in sala all’apertura del sipario e sopra un palco estremamente scarno c’è uno schermo per proiettare diapositive e filmati, un tavolino con due seggiole, un’altalena e una musica ossessiva, che non mancherà un secondo di accompagnare ciò che accade. Il tutto in puro stile off-Brodway con i brani di Laurie Anderson, o roba analoga, un cenno di Casta Diva e il bandoneon di Astor Piazzola.&lt;br /&gt;Gli attori? Bambini mischiati ad un gruppo di ragazzi down che mi son parsi davvero in armonia gli uni con gli altri. Hanno recitato monologhi in molisano, dondolando sopra un’altalena, rovesciati a testa in giù; hanno mimato marionette legate ai polsi con nastri color rosso sangue ancorati al soffitto; hanno danzato e saltellato sul palco con movenze istintive. Vestiti tutti in modo brechtiano, con calzoni e maglie monocolori, o nudi con indosso chalopette rosse.&lt;br /&gt;Infine assieme a loro ha recitato un colore: il bianco. Il vero filo conduttore dell’intero spettacolo che ha cercato di esprimere il senso di castità e purezza ma anche la freddezza di una perfomance tutta cerebrale che per nulla indulge alle facili scorciatoie sentimentali.&lt;br /&gt;Il risultato è stato davvero inquietante da inchiodare alla seggiola. Ci sono state scene cruente (una bambina si contorceva sul pavimento con un uomo sopra a simulare lo squartamento con un pugnale), una biancaneve (in tuta nera da matrigna) ha divorato una mela sbriciolandosela sul viso e tra i capelli, e ad un’altra nel finale (stesa all’interno di una teca trasparente in plexiglass) le hanno versato e innaffiato una quindicina di litri di latte. Lo schermo si alternava alle scene sul palco rimandando immagini surreali che ricordavano molto la videocassetta assassina di "The Ring" (per chi l’ha visto).&lt;br /&gt;Nessuna relazione univoca tra gli interpreti e i personaggi ma uno stesso personaggio è stato interpretato da più ragazzi. Come dice l’autore, Walter Sabato, il suo è l’elogio del frammento narrativo e del gesto minimale. E c’è stato, forse fin troppo, un esasperato uso della metafora e del simbolismo. E’ stato uno spettacolo di bambini per soli adulti. Per chi l’innocenza l’ha ormai perduta definitivamente e dentro di sé conserva i brandelli macerati dal tempo delle belle favole ascoltate nell’infanzia. Ieri sera ad una delle più belle di esse dei bambini sul palco le hanno levato la maschera e ce l’hanno mostrata com’è, sparsa sul pavimento di legno, mescolata ai bocconi di mela rigettati. E senza nemmeno il piacere consolatorio di un bacio dal principe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PICCOLI PALCOSCENICI&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;10° Rassegna Concorso per Laboratori di Giovani Dilettanti e delle Scuole&lt;br /&gt;Teatro del Parco di Bissuola – Mestre&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;BIANCANEVE &lt;span style="font-size:78%;"&gt;di Walter Sabato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111977838994379060?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111977838994379060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111977838994379060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111977838994379060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111977838994379060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/chi-ha-ucciso-biancaneve-nel-parco.html' title='Chi ha ucciso Biancaneve nel parco?'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111965464200981952</id><published>2005-06-25T01:10:00.000+02:00</published><updated>2005-06-25T01:20:01.630+02:00</updated><title type='text'>SpazioTempo</title><content type='html'>Quando il tempo manca&lt;br /&gt;e una mano stanca&lt;br /&gt;sul grembo si posa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando il tempo sposa&lt;br /&gt;gli amanti rimpianti&lt;br /&gt;e quella strada non finita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando il tempo più attende la vita&lt;br /&gt;ma solo un sorriso senza fretta&lt;br /&gt;e una voce leggera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vorrei viaggiar con te stasera&lt;br /&gt;assieme sin dove hai vissuto&lt;br /&gt;dal presente già pronto a mutare&lt;br /&gt;nel tuo futuro compiuto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/50/space%20granma.jpg"&gt;&lt;img class="phostImg" src="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/320/space%20granma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111965464200981952?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111965464200981952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111965464200981952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111965464200981952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111965464200981952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/spaziotempo.html' title='SpazioTempo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111930317576544433</id><published>2005-06-20T23:28:00.000+02:00</published><updated>2005-06-21T16:35:30.700+02:00</updated><title type='text'>Perplessità di un blogger inesperto</title><content type='html'>Vediamo se ho capito bene.&lt;br /&gt;Se un blogger senza pretese particolari recensisce a modo suo un’opera, nel caso un libro, stroncando senza pietà un autore famoso (o famosissimo) non succede nulla. In fondo il blogger nulla è più di una minuscola briciola sconosciuta ed evitabile rispetto l’autorevolezza di quest’ultimo.&lt;br /&gt;Ma se lo stesso blogger si mette in testa di recensire benevolmente, o difendere da recensioni negative altrui, un autore ancora non perfettamente del tutto inserito nella società artistica, magari uno di quelli per cui la gran parte dei blogger si identifica e forse, sotto sotto invidia perché, è evidente, tale autore è uno che inizia a uscire dalla massa indistinta e anonima degli frustrati aspiranti scrittori, allora, apriti cielo! Scoppiano accuse di: partigianeria, supposta amicizia non dichiarata con lo stesso o con chi gli fa da editore, faziosità o appartenenza ad una claque o clan acriticamente osannante.&lt;br /&gt;Per conoscere maggiori particolari di ciò che sto scrivendo, e che qui non ripeto, è sufficiente andare &lt;a href="http://www.perceber.com/"&gt;qui&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mai, mi chiedo, tanto facile livore? Perché essere aggressivi, offensivi e sprezzanti in questo modo? Nel caso in questione nulla di catastrofico s’intende, ma di lievemente fastidioso sì, di cui comunque, si può benissimo far spallucce come ben sta facendo ora chi la piccola aggressione l’ha subita.&lt;br /&gt;Certo è che questo mi chiarisce meglio, se ce n’era bisogno, cosa s’intende per comunità virtuale. Essa è nulla più di una normale comunità di umani in carne ed ossa che si relazionano e interagiscono. Qui vigono le stesse comuni regole di convivenza di tutti, si subiscono i medesimi comportamenti istintivi dei molti e, purtroppo, le identiche meschinità dai pochi. Si ha davvero voglia a credere che un testo scritto possa avere una funzione da filtro tale da permettere una miglior cautela e buonsenso tra tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111930317576544433?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111930317576544433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111930317576544433' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111930317576544433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111930317576544433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/perplessit-di-un-blogger-inesperto.html' title='Perplessità di un blogger inesperto'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111927639847090748</id><published>2005-06-20T16:03:00.000+02:00</published><updated>2005-06-20T16:14:26.816+02:00</updated><title type='text'>Radici</title><content type='html'>Non lo sapevo, non ci avevo in effetti pensato ma ora che l’ho scoperto (dopo che amici me l’hanno detto) mi sembra fin troppo ovvio che ci sia. Vivo da troppi anni lontano (anche se ci torno a volte, oh, si che ci torno) e, all’epoca, quando a vent’anni me ne andai con la mia valigetta di cartone per trasferirmi in Veneto (metà degli anni 80) imperava il Commodore 64 e lo Spectrum Sinclair e i telefoni erano mattonazzi che potevano essere utili come scaldavivande oltre che a telefonare (per i pochissimi che se lo potevano permettere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisiacaria è un luogo e una filosofia di vita. Una terra a metà tra due fiumi: l’Isonzo caro alla Patria e il sotterraneo Timavo che sfocia alla luce qualche chilometro più a est; una terrà a metà tra due fiumi di vino: il bianco e il rosso; tra due tipologie di donne: la goriziana autoctona e la slava oltreconfine.&lt;br /&gt;Così da oggi, tra i preferiti qui a lato, troverà un posto d’onore anche questo link: &lt;a href="http://www.bisiacaria.com/"&gt;Bisiacaria&lt;/a&gt; che mi riporta con un rapido click ad informarmi riguardo il mio amato luogo natio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111927639847090748?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111927639847090748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111927639847090748' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111927639847090748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111927639847090748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/radici.html' title='Radici'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111896195285722915</id><published>2005-06-16T23:38:00.000+02:00</published><updated>2005-06-17T14:10:17.070+02:00</updated><title type='text'>grammatica e preghiere</title><content type='html'>Mi capita frequente di incontrare preti (il nome che ho scelto per questo blog a molti dovrebbe far intuire perché ciò succede) e mi capita di scoprire che con diversi di essi ci si intenda. L’altro ieri sera ho incontrato uno di quelli ben inseriti nel tessuto sociale e tra i giovani. Uno di quelli a cui piace davvero “sporcarsi” le mani assieme a chi non si ritiene in possesso necessariamente di una qualche Verità rivelata o dogmatica. Uno di quelli che, certamente, storce il naso se incontra un irritante puritano o uno sdegnoso moralista. Perché le vite e le storie delle persone, lui, pare le osservi e le capisca davvero e sa che sono tante e tutte diverse l’una dall’altra. Come lo sono i dubbi, le debolezze e le paure di noi tutti.&lt;br /&gt;Aveva tra le mani un libro che ho chiesto di mostrarmi e del quale ho letto rapidamente alcune righe. Folgorato.&lt;br /&gt;Il titolo è &lt;em&gt;Avverbi in preghiera&lt;/em&gt; ed è scritto da &lt;em&gt;Gennaro Matino&lt;/em&gt;, un parroco e docente di teologia di Napoli.&lt;br /&gt;Stamane poi ho fatto una ricerca su internet e ho scoperto che sul sito della &lt;a href="http://www.feltrinelli.it/"&gt;Feltrinelli&lt;/a&gt; l’autore tiene un suo blog recante il breve titolo di: &lt;em&gt;In cerca della speranza perduta.&lt;/em&gt;Ne ha già scritti una mezza dozzina di libri (anzi l’ultimo pure, pensate che roba, in collaborazione con quell’ex rivoluzionario rosso di Erri De Luca, lo scrittore) il don Gennaro.&lt;br /&gt;Ma è questo libro che io trovo curioso e singolare. Sono preghiere che confinano con la poesia ed ognuna è ispirata ad una singola parola che nella grammatica italiana si definisce “avverbio” (di luogo, di tempo, di modo, di quantità…).&lt;br /&gt;Ho voluto riportare qui una di esse. Tra le diverse che sono riuscito a leggere un po’ di fretta questa è quella che sento più mia. E di certo mi comprerò il libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;POCO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco,&lt;br /&gt;poca roba, quasi niente&lt;br /&gt;le mie reti sono vuote,&lt;br /&gt;le mie mani ancor di più.&lt;br /&gt;Poco,&lt;br /&gt;ho cercato nei fondali,&lt;br /&gt;ho aspettato il vento giusto&lt;br /&gt;ma nessuno ha detto&lt;br /&gt;ecco, sono pronto,&lt;br /&gt;arrivo io a riempire&lt;br /&gt;le attese tue.&lt;br /&gt;Poco e con quel poco&lt;br /&gt;mi presento,&lt;br /&gt;con che faccia, che figura&lt;br /&gt;proprio storta questa vita&lt;br /&gt;tanto impegno e pochi frutti&lt;br /&gt;ma davvero è così bella,&lt;br /&gt;così ricca l’avventura?&lt;br /&gt;Poco,&lt;br /&gt;amore, amici, cari&lt;br /&gt;tutti entrati nella rete,&lt;br /&gt;grande festa nell’issarla,&lt;br /&gt;e poi l’amara meraviglia&lt;br /&gt;nella barca più nessuno.&lt;br /&gt;Forse errore nel tirarla,&lt;br /&gt;qualche falla nella stiva,&lt;br /&gt;fatto sta che questo poco&lt;br /&gt;solo questo mi ritrovo&lt;br /&gt;e con questo mi presento&lt;br /&gt;qui davanti al tuo cospetto.&lt;br /&gt;Cosa dici, non importa&lt;br /&gt;ciò che ho fatto fino ad ora,&lt;br /&gt;importante è azzeccar la direzione?&lt;br /&gt;Quella giusta tu conosci,&lt;br /&gt;mi dai il senso, orientamento?&lt;br /&gt;Potrei dirti che è una vita&lt;br /&gt;che ho pescato, poco ho preso&lt;br /&gt;ma se tu scegli la mia scia&lt;br /&gt;quella sola ora seguirò: le reti&lt;br /&gt;sulla tua parola getterò.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(da &lt;em&gt;Avverbi in preghiera&lt;/em&gt;, Matino Gennaro, ed. EDB, € 12.50)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111896195285722915?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111896195285722915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111896195285722915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111896195285722915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111896195285722915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/grammatica-e-preghiere.html' title='grammatica e preghiere'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111868955632590029</id><published>2005-06-13T21:04:00.000+02:00</published><updated>2005-06-13T21:05:56.333+02:00</updated><title type='text'>Mi astengo</title><content type='html'>Ed ora potrei astenermi finalmente anch’io?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già. Lo faccio volentieri e quindi, ora, parto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi astengo dal commentare chi si è astenuto e coloro che ad astenersi mi hanno invitato. &lt;br /&gt;Mi astengo dall’ammettere che astenersi sia stato lecito (perché non sempre significa giusto)&lt;br /&gt;Mi astengo dall’ammettere che la materia fosse difficile (non sempre tutto deve essere facile).&lt;br /&gt;Mi astengo dall’ascoltare una volta di più Bonino e Palombelli, Giovanardi o Rutelli.&lt;br /&gt;Mi astengo dal recarmi al “capezzone” dell’ennesimo referendum radicale defunto.&lt;br /&gt;Mi astengo dal gridare: “l’embrione è grande e Ruini è il suo profeta”.&lt;br /&gt;Mi astengo dal credere sia stata: “una battaglia tra civiltà”.&lt;br /&gt;Mi astengo dal comprendere le donne che non sono andate a votare.&lt;br /&gt;Mi astengo dal compiangere le donne che hanno voluto votare.&lt;br /&gt;Mi astengo dal considerare una donna un semplice contenitore uterino senza diritto di parola.&lt;br /&gt;Mi astengo dal prevedere una revisione della 194 (spero ci siano donne che sappiano ancora cos’è).&lt;br /&gt;Mi astengo, dannazione, dal capire che siamo sempre meno a non sapere quanto sia comodo e rassicurante attendersi che ci siano sempre altri a decidere per te.&lt;br /&gt;Mi astengo ancora dall’accantonare l’amata matitina di una celebre canzone di Gaber anche se deve aver avuto davvero poco bisogno del temperamatite ieri.&lt;br /&gt;Mi astengo dall’immaginare cosa avrebbe cantato Gaber.&lt;br /&gt;Mi astengo dal rilevare che per un’affluenza del 25,9 % si sono spese ben 700.000.000.000 delle vecchie lire (l’ha detto Bonolis? No, Emilio Fede proprio ora mentre scrivo)&lt;br /&gt;Mi astengo dal maledire chi specula elettoralmente, chi fa del sarcasmo militante e festeggia e brinda sulla pelle di chi sta invece soffrendo quotidianamente. Davvero. Senza se e senza ma.&lt;br /&gt;Mi astengo dal sentirmi un cattolico progressista ma miscredente semplicemente perchè desidero vivere in uno Stato laico con diritti e doveri pubblici equidistanti da tutti (anche a me fa soffrire il sacrificio di un embrione, come quello di un qualunque feto, ma vorrei che ognuno facesse i conti con la propria coscienza liberamente).&lt;br /&gt;Mi astengo dal dire ancora una volta di più che un cattolico sa già benissimo cosa fare senza il bisogno di una normativa parlamentare che lo sostenga nel suo credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine mi astengo dal pensare (ci provo almeno) agli occhi innocenti di quel bellissimo bimbo di quattro anni che so io, perché mi si stringe il cuore al pensiero di quanto si sia fatta ancora più stretta e difficile la strada della sua giovane vita malata da oggi, definitivamente.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi astengo dal scusarmi per tutto quanto scritto sopra (questo è un post fuori dalle mie regole che mi sono imposto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi astengo dal proseguire oltre e la chiudo qui. Democraticamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111868955632590029?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111868955632590029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111868955632590029' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111868955632590029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111868955632590029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/mi-astengo.html' title='Mi astengo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111796985822891300</id><published>2005-06-05T13:10:00.000+02:00</published><updated>2005-06-05T13:30:07.006+02:00</updated><title type='text'>Penitenziaffarite !</title><content type='html'>&lt;a href='http://photos1.blogger.com/img/197/5622/50/Salvatore.jpg'&gt;&lt;img border='0' class='phostImg' src='http://photos1.blogger.com/img/197/5622/200/Salvatore.jpg'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caro Amico!&lt;br /&gt;Se Lei vuole avere piu soldi, piu sicurezza e piu liberta, allora questa&lt;br /&gt;lettera puo essere la piu importante che abbia mai letto. &lt;br /&gt;Ecco e perche: &lt;br /&gt;Lei sta per scoprire esattamente come Lei puo "lavorare con il Suo PC domestico per guadagnare un reddito a tempo pieno." &lt;br /&gt;La cosa piu importante e che Lei puo cominciare il lavoro senza alcun&lt;br /&gt;rischio o investimento in anticipo. &lt;br /&gt;Ora so che Lei e probabilmente scettico. Quello e normale ed abbastanza tipico. Lascilo darLe tre buone ragioni per le quali non dovrebbe esitare ad iniziare questo commercio. Tre ragioni per credere le mie parole: &lt;br /&gt;Uno: Non La promettero che Lei potra fare $30.000 nei 90 prossimi giorni o $500 al giorno entro la settimana prossima. Quello e un inganno. Com'e noto,c'e molta pubblicita di tipo "diventa presto ricco" attraverso il Internet.&lt;br /&gt;E insano. Lei deve capire che quello fra tutta la roba di rifiuto, ci SONO soltanto pochi gioielli.&lt;br /&gt;Due: Migliaia di gente in mondo stanno gia approfittando del nostro "lavoro" dal programma domestico e guadagnano i loro stipendi mensili(asegni) - completamente quasii $6 MILIONI dollari durante l'anno scorso.&lt;br /&gt;Tre: USA TODAY recentemente ha segnalato che circa 170.000 nuove personi sono online ogni 24 ore. Molti uomini d�affari diventano ricchi grazie al Internet. E questo e giusto l'inizio! Con il nostro sistema Lei puo guadagnare la Sua parte quasi senza sforzo particolare. Qui e un sommario dei benefici che Lei riceve:&lt;br /&gt;Un sistema completa e facile per inserirsi semplicemente e cominciare guadagnare i soldi supplementari. Un commercio domestico e stato fatto per la gente occupata - appena 3-5 ore una settimana e Lei ha il Suo reddito a tempo pieno in tasca. Non interferisce con il Sio lavoro, professione, o carriera corrente - Lei regola le Sue proprie ore di lavoro.&lt;br /&gt;Nessun'esperienza precedente di affari non e necessaria. &lt;br /&gt;Goda la pace della mente perche Lei lavora con una delle organizzazioni le piu riuscite e piu provate e un membro di Better Business Bureau. Lei sviluppera il Suo commercio domestico su una base solida, sviluppata durante 14 anni delle strategie provate. Contabilita, libropaga, spedizione - tutto maneggiato da noi per Lei. &lt;br /&gt;Nessun impiegati necessari. &lt;br /&gt;Lei lavora dal Suo PC. Le consultazioni professionali sono gratuite. &lt;br /&gt;Nessun limiti dei Suoi guadagni possibili! &lt;br /&gt;Nessun mobile d'ufficio costoso necessario.&lt;br /&gt;Benefici potenziali enormi di imposta. &lt;br /&gt;Nessun limitazioni territoriali. &lt;br /&gt;Il flusso di reddito supplementare per il Suo commercio attuale Quello e giusto una piccola lista dei benefici che Lei puo ricevere. Non costa niente firmare in su e non c�e nessun obbligho. &lt;br /&gt;Ora, probabilmente Lei vuole sapere..&lt;br /&gt;Come E Perche Possiamo Fare Tutte Quelle Cose? Lascilo spiegare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(seguono commenti entusiasti di varia gente statunitense)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando fate parte della nostra squadra, ricevete l'arsenale completo di addestramento e di supporto del Italpay. Niente e lasciato alla probabilita.&lt;br /&gt;E l'affare completo. &lt;br /&gt;COSTI! La consultazione professionale GRATUITA 24-ora&lt;br /&gt;Ogni filiale di Italpay ha tre capi per fornirgli di consultazione e di supporto gratuiti.&lt;br /&gt;Un commercio della famiglia con vantaggi dell'imposta e dell'eredita L' addestramento online gratuito&lt;br /&gt;Come lavorare soltanto 3-5 ore per settimana e guadagnare un reddito a tempo pieno senza interferire con il Suo lavoro, professione, o carriera corrente (e conveniente per la gente occupata). &lt;br /&gt;Come usare tecnologia del Internet per essere "in 50 posti in un momento" e per fare il Suo reddito esplodere.&lt;br /&gt;Come usare le tecniche "autofinanziamento di compra-vendita" per ottenere tutta la Sua pubblicita gratuita. &lt;br /&gt;Come evitare i rischi, i bloccaggi e gli ostacoli che 95% degli imprenditori del Internet incontrano dopo che cominciano a lavorare via Internet. &lt;br /&gt;Come organizzare la collaborazione strategica fruttuosa per garantire il Suo successo virtualmente con le associazioni con i migliaia di altri marketers in linea.&lt;br /&gt;Il modo il piu vantaggioso di guadagnare i soldi online.&lt;br /&gt;Grazie al Internet, le Sue spese per il commercio sono minime. Lei puo mettersi in contatto con milioni sul Internet via email, i motori di ricerca, gli indici, la pubblicita gratuita, ecc. &lt;br /&gt;Tutto e gratuito! Nessun vendite dirette... Nessun'affrancatura... Nessuna stampa... Nessun opuscoli... Nessun videos... Nessun chiamate interurbane.&lt;br /&gt;Comunicazione istante - universalmente. Lei risparme moltissimi soldi. &lt;br /&gt;Cosi Lei vede che puo cominciare a guadagnare un flusso supplementare di&lt;br /&gt;reddito all'assolutamente nessun costato o obbligo.&lt;br /&gt;Ce ne sono persino le notizie migliori...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indeciso? &lt;br /&gt;Firmi ora&lt;br /&gt;Lei puo decidersi n qualunque momento!&lt;br /&gt;Questo dipende solo da Lei&lt;br /&gt;La vita non diventa piu facile e Lei non diventa piu giovane. Fra un anno che Lei avra ancora piu dispiacere ("avrei avuto...avrei potuto... avrei dovuto.."). Cosi, se Lei vuole avere piu soldi, piu sicurezza e piu liberta... ... dipende solo di Lei di accettare questa offerta senza nessun rischio?&lt;br /&gt;Ora Lei puo fare domanda per il posto vacante del responsabile di conti regionale. &lt;br /&gt;Il lavoro che offriamo e collegato a E-mail. E un lavoro facile che non richiede lasciare la Sua occupazione principale. Lei riceve e incassa dei assegni dai nostri clienti (Wire trasferimento, PayPal trasferimento, money order o assegni personali) e trasmette i soldi ai nostri rappresentanti via Western Union (la vostra tassa e 5%-10% della somma ricevuta). Se desidera provare, deve avere:&lt;br /&gt;Indirizzo domestico e numero di telefono. &lt;br /&gt;- eta legale &lt;br /&gt;- accesso al Internet, 24 ore, 7 giorni alla settimana. &lt;br /&gt;- Pc Domestico &lt;br /&gt;- dovrei essere pronto a darci un accordo scritto per controllare la sua&lt;br /&gt;identita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(segue richiesta dati personali e indirizzo e-mail di riferimento)&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E molto probabile che come utente del Internet, ha gia incontrato le offerte di tipo "diventi ricco presto�. Forse e scettico se si puo guadagnare i soldi in modo legittimo grazie al Internet. Quello e giusto come pensavo prima che abbia trovato Italpay un anno fa. &lt;br /&gt;P.P.S. Probabilmente non devo dirLa che il lavoro duro non sia la chiave a ricchezza. Se fosse cosi- gli operai guiderebbero BMWs ormai e Lei sareste andato in pensione?&lt;br /&gt;Il problema con il lavoro tipico e che tutto che Lei scambia il Suo tempo per soldi - e quando Lei smetta il lavoro, i soldi finiscono. Lavorando in Italpay, Lei guadagna i soldi per la corso della vita".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111796985822891300?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111796985822891300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111796985822891300' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111796985822891300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111796985822891300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/penitenziaffarite.html' title='Penitenziaffarite !'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111780391690693099</id><published>2005-06-03T15:03:00.000+02:00</published><updated>2005-06-03T15:05:16.910+02:00</updated><title type='text'>Confessione sullo scritto</title><content type='html'>Si, ho letto molto &lt;br /&gt;ho provato lo stupore &lt;br /&gt;bambino sul volto &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poi ho violato vergini fogli con una penna &lt;br /&gt;alitato sopra vetri appannati &lt;br /&gt;anonime carezze per una donna &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho mostrato me stesso agli altri&lt;br /&gt;soppesando attento tutte le parole&lt;br /&gt;e il mio cuore &lt;br /&gt;dentro ogni mio scritto&lt;br /&gt;ha evitato loro &lt;br /&gt;il rumore di voci inutili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111780391690693099?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111780391690693099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111780391690693099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111780391690693099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111780391690693099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/confessione-sullo-scritto.html' title='Confessione sullo scritto'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111764318775245893</id><published>2005-06-01T18:06:00.000+02:00</published><updated>2005-06-02T00:06:36.716+02:00</updated><title type='text'>blog (ovvero titolo rubato)</title><content type='html'>Posso confessare una cosa? Mi incuriosisce molto sbirciare, quasi fossi un voyeur, tra i blog (è una malattia ancor giovanile, credo, che prima o poi passerà come tutte) perchè trovo che ci sia molto da imparare e conoscere per chiunque s'affacci a questo mondo di creativi battitastiera (del quale ero scettico pure io). Tra i tanti un blog che mi regala sempre un &lt;em&gt;"uhm"&lt;/em&gt; e un &lt;em&gt;"mumble"&lt;/em&gt; pensoso è quello di una certa &lt;a href="http://www.cristinabottegal.splinder.com/"&gt;cristina bottegal&lt;/a&gt; che non conosco (e il bello forse è anche questo) e per la quale, quindi, non do giudizi influenzati da una qualche forma di rapporto più concreto. Trovo che il suo post di ieri, titolato &lt;em&gt;blog&lt;/em&gt;, sia la descrizione perfetta di quanto io pensi a riguardo.&lt;br /&gt;Quando si dice: &lt;em&gt;"mi hai tolto le parole dal blog"&lt;/em&gt;. Leggetela. Son due o tre minuti che valgono davvero la pena.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111764318775245893?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111764318775245893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111764318775245893' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111764318775245893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111764318775245893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/blog-ovvero-titolo-rubato.html' title='blog (ovvero titolo rubato)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111757492671740218</id><published>2005-06-01T12:28:00.000+02:00</published><updated>2005-06-03T12:23:13.493+02:00</updated><title type='text'>un anno è andato</title><content type='html'>Scusate ma ho pensato per l'occasione di fare esattamente l'opposto di quello che ha fatto &lt;a href="http://www.macadam.splinder.com/"&gt;Fabio&lt;/a&gt; per il suo &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;compliblog&lt;/span&gt; (si dice così no?). Beh, insomma, senza esagerare naturalmente. Il fatto è che un anno è già passato fin troppo in fretta dal giorno in cui ho iniziato a &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;scribacchiare&lt;/span&gt; giù il primo cauto post, un po' per scherzo, un po' per gioco.&lt;br /&gt;E sempre per gioco (influenzato certamente dal programma &lt;em&gt;Porta a Porta&lt;/em&gt; in corso ora che scrivo) ho fatto un rapido calcolo astrologico (usando data e ora del post d'esordio) e ho scoperto che questo blog è un &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Gemelli&lt;/span&gt; con ascendente in &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sagittario. &lt;/span&gt;L'ascendente, poi, risulta essere il medesimo mio confermando così una affinità (che sospettavo) tra il mio modo di mostrarmi alla gente e lo stile che ha questo blog nel proporsi. In fondo non è così facile come si dice non essere quello che si è davvero. Nemmeno provando a mascherarsi dietro le righe di un post, di una chat o un banale sms.&lt;br /&gt;Comunque non aggiungo altro per non tediarvi con retorici commenti autocelebrativi, chi dovesse passare di qua però mi lasci magari un omaggio. Vi assicuro che lo apprezzerei moltissimo e ciò mi farebbe sentire davvero, almeno per un giorno soltanto, un vero... RE !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/320/art.jpg"&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: rgb(0,102,0) 1px solid; BORDER-TOP: rgb(0,102,0) 1px solid; MARGIN: 2px; BORDER-LEFT: rgb(0,102,0) 1px solid; BORDER-BOTTOM: rgb(0,102,0) 1px solid" src="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/320/art.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111757492671740218?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111757492671740218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111757492671740218' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111757492671740218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111757492671740218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/06/un-anno-andato.html' title='un anno è andato'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111745948993552206</id><published>2005-05-30T14:59:00.000+02:00</published><updated>2005-05-30T15:24:49.973+02:00</updated><title type='text'>Alè Udin</title><content type='html'>Dedichiamo questi versi (rosso-alabardati) ai bravi cugini bianconeri (che non sono quelli del&lt;em&gt; gran&lt;/em&gt; &lt;em&gt;bisiaco&lt;/em&gt; Fabio Capello) per la bella impresa ottenuta dopo un esaltante campionato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono stati tempi lontani nei quali a Trieste, dopo una scodela de jota e un bicier de dalmato, se correva in festa al Grezar per vardar zogar la:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Squadra paesana&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Anch'io tra i molti vi saluto, rosso-&lt;br /&gt;alabardati,&lt;br /&gt;sputati&lt;br /&gt;dalla terra natia, da tutto un popolo&lt;br /&gt;amati.&lt;br /&gt;Trepido seguo il vostro gioco.&lt;br /&gt;Ignari&lt;br /&gt;esprimete con quello antiche cose&lt;br /&gt;meravigliose&lt;br /&gt;sopra il verde tappeto, all'aria, ai chiari&lt;br /&gt;soli d'inverno.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le angoscie&lt;br /&gt;che imbiancano i capelli all'improvviso,&lt;br /&gt;sono da voi così lontane! La gloria&lt;br /&gt;vi dà un sorriso&lt;br /&gt;fugace: il meglio onde disponga. Abbracci&lt;br /&gt;corrono tra di voi, gesti giulivi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Giovani siete, per la madre vivi;&lt;br /&gt;vi porta il vento a sua difesa. V'ama&lt;br /&gt;anche per questo il poeta, dagli altri&lt;br /&gt;diversamente - ugualmente commosso.  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Umberto Saba)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111745948993552206?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111745948993552206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111745948993552206' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111745948993552206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111745948993552206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/al-udin.html' title='Alè Udin'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111723018684095523</id><published>2005-05-26T11:43:00.000+02:00</published><updated>2005-05-30T12:22:52.273+02:00</updated><title type='text'>Finale di Champion League</title><content type='html'>&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Questo si che sarebbe stato uno schema geniale per portarsi la coppa a casa !!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/320/portieri.jpg"&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: rgb(0,102,0) 1px solid; BORDER-TOP: rgb(0,102,0) 1px solid; MARGIN: 2px; BORDER-LEFT: rgb(0,102,0) 1px solid; WIDTH: 346px; BORDER-BOTTOM: rgb(0,102,0) 1px solid; HEIGHT: 228px" src="http://photos1.blogger.com/img/197/5622/320/portieri.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111723018684095523?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111723018684095523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111723018684095523' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111723018684095523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111723018684095523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/finale-di-champion-league.html' title='Finale di Champion League'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111701642602732335</id><published>2005-05-25T12:18:00.000+02:00</published><updated>2005-05-25T12:23:13.976+02:00</updated><title type='text'>Te lo do io il TG</title><content type='html'>Tanto per indicare buone letture accompagnate a televisione di qualità, mi è capitato di sentir dare dal TG5 di prima serata (ripeto: p-r-i-m-a s-e-r-a-t-a!) una di quelle notizione da entusiasmo incontenibile. Il servizio è durato almeno dieci minuti con tanto di intervista a editore e sceneggiatore, più filmato di repertorio dell’opera in costume già trasmessa alla quale ci si è ispirati. Da notare che fu uno strepitoso successo di ascolto all’epoca. Di che parlo? Ma dell’uscita su uno dei prossimi numeri di Topolino (ma che sia stato ripreso di nuovo dalla Mondadori?) della storia di:&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;PAPERINA DA RIVANDOSA&lt;/em&gt; !!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Ora il mio sogno è vedere tavole disegnate con:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Minnie De Filippi e Costanzo Baffettoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wow, che sinergie!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quando Giovanni Muciaccia al posto di Lamberto Sposini?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111701642602732335?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111701642602732335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111701642602732335' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111701642602732335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111701642602732335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/te-lo-do-io-il-tg.html' title='Te lo do io il TG'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111685130885778245</id><published>2005-05-23T14:26:00.000+02:00</published><updated>2005-05-23T14:28:28.863+02:00</updated><title type='text'>PPM</title><content type='html'>No, non scriverò qui di Pier Paolo Masolini  (capito la battuta? No? Non importa).&lt;br /&gt;A seguito della casuale lettura di un post di &lt;em&gt;E.Assante&lt;/em&gt; su &lt;em&gt;repubblica.it&lt;/em&gt;, il &lt;em&gt;PPM&lt;/em&gt; (Portable People Meter) del titolo è un aggeggio elettronico abbastanza simile ad un comune cercapersone (tipo quelli che si vedono trillare sul più bello nelle camere da letto dei medici di E.R. mentre si sollazzano con disponibili e procaci infermiere) che dovrebbe servire ai pubblicitari per la misurazione dell’audience universale, ovvero di tutto ciò che riguarda il mondo del fruibile e desiderabile (dagli ascolti agli acquisti).&lt;br /&gt;E’ un minuscolo ma vorace registratore di dati che contribuirà a far lievitare le innumerevoli torte di grafici previsti per l’analisi statistica dei nostri gusti. Il tutto a seguito di un progetto chiamato Apollo. Non ho elementi ulteriori per la spiegazione ma mi documenterò.&lt;br /&gt;Il pensiero, invero piuttosto irritato che mi sovviene, è però questo: capisco l’ansia di chi produce qualsivoglia prodotto di voler conoscere il proprio mercato potenziale o reale, per meglio adattarsi e collocarsi in esso, ma i “campioni” (qui non in senso agonistico sportivo) deficienti patentati che si presterebbero a questo giochetto “&lt;em&gt;terminale&lt;/em&gt;” li comprendo francamente molto meno.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe tanto capire cosa possa spingere un consumatore medio (fruitore di media) ad accettare il trasporto su di sé di tale eventuale oggetto. Suppongo che lo debba tenere persino sotto il cuscino la notte perché esso possa rilevare le frequenze della stazione radio impostata sulla radiosveglia, oppure impermeabilizzato sotto i testicoli mentre si lava sotto la doccia e ascolta, attraverso il getto dell’acqua, le news mattutine.&lt;br /&gt;Ovviamente questi aggeggi mica si pensa di consegnarli ad un Umberto Eco (Aiax, il Templare bianco) o alla Rita Levi Montalcini (Sky permettendo).&lt;br /&gt;Ma secondo voi qui vi chiedo accorato: li pagano tutti questi volontari della ammorbante dittatura del gusto medio/mediocre? Li mandano in vacanza premio ai caraibi? Gli promettono gloria televisiva attraverso un Reality Shopping?&lt;br /&gt;Ma conoscete voi almeno uno di questa segreta casta attuale (auditel) o futura (PPM)? Datemi un nome e la loro parola d’ordine perdiana! Ma chi sono? Dove abitano? Eppure sono tra noi, camminano tra noi mascherandosi peggio dei “&lt;em&gt;visitors&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;In fondo sono loro l’anello essenziale ed indispensabile al funzionamento della Macchina del Grande Fratello. Almeno lo saranno ancora per un po’. Almeno fintantochè non saremo tutti interattivamente connessi con l’amato digitale terrestre, satellitare o telefonico. E non saremo più persone, né avremo più nomi, divenendo al fine, per chi ci sta osservando gaudente da sopra le vette delle montagne di dati incrociati: null’altro che banali &lt;em&gt;profili&lt;/em&gt; da profitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111685130885778245?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111685130885778245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111685130885778245' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111685130885778245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111685130885778245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/ppm.html' title='PPM'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111644145892942598</id><published>2005-05-18T20:35:00.000+02:00</published><updated>2005-05-18T20:37:38.933+02:00</updated><title type='text'>Croci(ate) e delizie</title><content type='html'>Dal &lt;em&gt;Signore degli Anelli&lt;/em&gt; prelevate Legolas e vestitelo da Aragorn, trasformatelo in un recente vedovo di moglie suicida e, mentre piange e tempra i suoi muscoli nel caldo insopportabile di una fucina da maniscalco, fategli incontrare il proprio padre (Goffredo), mai fino allora conosciuto, che lo invita a seguirlo nientemeno che a cercar gloria assieme a lui in Terrasanta. Ci sarebbe da difendere la città di Gerusalemme dall’avanzata del feroce Saladino, perbacco! Naturalmente il bravo vedovo, prima riluttante, si decide a seguire il padre e, nel tempo scarso di una trentina di minuti (di pellicola) si trova nell’ordine: investito Cavaliere dal padre morente (col nome di Balian di Ibelin); sopravvissuto ad un naufragio; in mezzo le dune a duellare e risparmiare la vita al luogotenente di Saladino; a entrare nelle grazie del re di Gerusalemme, fratello di strepitosa donzella già sposa di infingardo prossimo successore (ed è inutile dire che scoppia l’ovvia attrazione tra i due giovani davvero bellini).&lt;br /&gt;Il film prosegue con scene di: bande templari dedite al saccheggio preventivo; orde di mori dalla compostezza british; battaglie con lanci di globi infuocati lungo il cielo stellato che fa tanto “guerra tra i mondi” (e in fondo lo è); armate cristiane massacrate in mezzo il deserto in stile “Little Big Horn”. &lt;br /&gt;Alla fine Fort Alamo Jerusalem  cede all’assedio e finisce nelle mani degli infedeli. Dopo un accordo finale tra l’indomito difensore Balian e il feroce (?) Saladino (vagamente somigliante a Kabir Bedi) tutti i sopravissuti della città, fin troppo magnanimamente direi, possono rientrare mesti ma vivi in Europa.&lt;br /&gt;Il film si chiude con il maniscalco che ritorna a fare il suo mestiere accompagnato in patria dalla ex-regina, autospodestatasi per amore dopo aver perso il fratello re (morto di lebbra) e il marito re successore (già parecchio cornificato da lei in precedenza e definitivamente fatto prigioniero dai mori in battaglia poi).&lt;br /&gt;Ma il lieto fine vuole che il prode riceva pure un nuovo invito a quattr’occhi, da parte di Riccardo Cuor di Leone (ma passano tutti da lui?), ad aderire alla successiva imminente “santa” crociata per la riconquista di Gerusalemme. Balian rinuncia per amor dell’umile mestiere ma, se nel caso dovesse accettare davvero l’invito ripensandoci ancora una volta, lo sapremo solo se il Dio degli eserciti lo vorrà e soprattutto se la produzione hollywoodiana deciderà di finanziare un sequel . Nell’attesa egli e la sua bella scorazzano felici a cavallo lungo i sentieri in cima le scogliere di Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film è di Ridley Scott ed è, per quanto riguarda la ricostruzione degli ambienti e le battaglie, una garanzia di accuratezza e spettacolarità. Il regista non sembra qui voler giocare sul facile luogo comune dello scontro tra civiltà ma pare mantenere un’equidistanza di valori tra le parti  ed un rispetto tra i contendenti. Forse il messaggio migliore è proprio quello di far vedere la città di Gerusalemme quale centro fertile di vita che abbraccia fedi religiose diverse (ebrea, araba, cristiana) con all’interno delle sue mura gli edifici e costruzioni simbolo quali il Tempio, Il Muro e la Moschea, nonchè un popolo variegato e multirazziale che diviene per noi espressione di un’idea e un sogno comune forse mai davvero possibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111644145892942598?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111644145892942598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111644145892942598' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111644145892942598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111644145892942598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/crociate-e-delizie.html' title='Croci(ate) e delizie'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111588686653765437</id><published>2005-05-12T10:28:00.000+02:00</published><updated>2005-05-12T10:35:23.973+02:00</updated><title type='text'>PPP</title><content type='html'>Italia: patria di santi, navigatori e di poeti… ammazzati!&lt;br /&gt;In questi giorni, dopo trenta anni esatti, si riparla di ciò che è successo ad un uomo. Una sconvolgente tragedia senza ancora una chiara risposta. Mezze verità celate, segreti, ritrattazioni, confessioni improvvise sotto l’occhio di una telecamera. Insomma l’eterno giallo italiano con tanto di mistero irrisolto come da sempre ci capita di sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui a seguire un omaggio ad un uomo che ha amato una terra non sua, nella quale non vi è nato, ma con la quale ha intrecciato un rapporto profondissimo di amore e rispetto reciproco. Perchè il friulano ama essere persona schiva, dura, legata alla terra ma pronta a dare calore e cordialità a chiunque ami la sostanza delle cose e la semplicità della vita. Fosse pure un buon bicchiere di vino tra amici o una partita di pallone su un campo spelacchiato di periferia. Come amava fare lui: PPP&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Timp furlan! Na scussa umida &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di sanbùc, na stela &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nassuda nenfra il fun &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;dai fogolàrs, na sera &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;pluvisina - un pulvìn di fen. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;tai ciavièj o in tal sen &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di un frut ch’al ven &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sudàt da la ciampagna &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ta la sera rovana.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tempo friulano! Una scorza umida di sambuco, una stella nata in mezzo al fumo dei focolari, in una sera piovigginosa – un pulviscolo di fieno nei capelli o nel petto di un ragazzo, che viene sudato dalla campagna nella sera infuocata&lt;/span&gt;. […]&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;(da La meglio gioventù) &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111588686653765437?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111588686653765437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111588686653765437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111588686653765437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111588686653765437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/ppp.html' title='PPP'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111567439824564866</id><published>2005-05-09T23:21:00.000+02:00</published><updated>2005-05-09T23:41:49.806+02:00</updated><title type='text'>Sogni torinesi</title><content type='html'>Come molti certamente sanno in questi giorni a Torino è in corso la Fiera del libro. Il tema conduttore è: &lt;strong&gt;il sogno&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco qui alcune definizioni, ricavate un po' a casaccio dall'inserto culturale allegato al corriere, di autorevoli esponenti della letteratura di ogni tempo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutto ciò che vediamo o sembriamo non è altro che un sogno in un sogno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Edgar Allan Poe)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il sogno è l’infinita ombra del vero. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Giovanni Pascoli)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mi dice l’acqua che il sogno è svanito per sempre! La nebbia lo sostiene, e la nebbia è solo stanchezza della neve. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Federico Garcia Lorca)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Ennio Flaiano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Gigi Marzullo)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111567439824564866?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111567439824564866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111567439824564866' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111567439824564866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111567439824564866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/sogni-torinesi.html' title='Sogni torinesi'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111559159518781922</id><published>2005-05-07T23:29:00.000+02:00</published><updated>2005-05-09T00:33:15.193+02:00</updated><title type='text'>Naturalmente, un ringraziamento</title><content type='html'>17 eravamo, per &lt;em&gt;Il nome della Rosa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Diciassette persone che hanno snobbato una bella giornata di sole, e sfidato la scaramanzia, auto-esiliandosi all’interno di una stanza di un’abbazia (Praglia) per parlare di un libro che non è poi così antico nè recentissimo.&lt;br /&gt;Un libro che sembra a molti storico, ma sostanzialmente è di pura invenzione; che sembra a tutti un giallo, ma lo è più per il film (furbo) che ne è stato ricavato all’epoca; che è infarcito di mascherati codici ben più antecedenti di quelli pseudonarrati da discutibili bestsellers in serie che vanno dal &lt;em&gt;Codice da Vinci&lt;/em&gt; al &lt;em&gt;Codice della Strada&lt;/em&gt;. Un libro che è opera leggibile su così tanti piani e livelli che nemmeno le povere e rimpiante Twin Towers…&lt;br /&gt;Insomma, un po’ di noi ci siamo trovati riuniti ad ascoltare il bravissimo Fabio Fracas di Macademia, che ama definirsi scrivente (o scrivano?), il quale ha manifestato una volta di più quanto la sua curiosità viva, poliedrica e la innegabile capacità di dipanare i contorti fili di pensiero, ammonticchiati dentro le stanze della sua vasta memoria, riescano a creare agganci culturali e lo rendano un "divulgagiocatore" (ecco qui una bella definizione coniata e regalata) estremamente stimolante. E uso questo mio spazio per ringraziarlo a nome di tutti.&lt;br /&gt;Nel tempo di una mattinata e di un pomeriggio (senza irrevocabili limiti d’orario) abbiamo assieme condiviso la nostra immutata passione per questo romanzo di Eco che non finisce ancora, magari siano trascorsi più di vent’anni dalla sua prima edizione (e mi pregio di aver letto proprio l’edizione d’esordio), di regalarci seduzione, coinvolgimento e nuovi svelati significati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111559159518781922?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111559159518781922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111559159518781922' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111559159518781922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111559159518781922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/naturalmente-un-ringraziamento.html' title='Naturalmente, un ringraziamento'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111537437605719467</id><published>2005-05-06T12:10:00.000+02:00</published><updated>2005-05-06T12:12:56.063+02:00</updated><title type='text'>HincipiT  Parade</title><content type='html'>Leggo da Repubblica.it:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fandango offre gli inizi dei nuovi libri di 20 scrittori e 4 sceneggiatori da Baricco a Veronesi, da Stephen King a Scott Turow, a Margaret Atwood.&lt;br /&gt;Il ricavato in beneficienza per le vittime dello tsunami in Sri Lanka.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Ecco. Ora mi chiedo: ma stà idea a chi interessa davvero? Chi compra? Io mi ritengo un discreto lettore medio ma di acquistare un libro di incipit (tratti da opere reali e di pronta pubblicazione) francamente non mi intriga né interessa. E se fossi al contrario un lettore scarso, o quasi nullo, ovviamente tantomeno.Che significato editoriale può avere tutto ciò che non sia mero strumento per una opera di beneficenza? In futuro è pensabile che si possa arrivare ad una letteratura di genere fatta esclusivamente di incipit?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Cosa stai leggendo cara?&lt;br /&gt;- Oh, guarda, ho appena iniziato un’incipit della Allende e poi passo a “Cento righe di solitudine di Marquez” e tu?&lt;br /&gt;- Beh, a me intriga il giallo da obitorio per cui sto leggendo la Cornwell ma purtroppo so già che non scoprirò mai chi sarà  il serial killer alla fine.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Cose così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero che l’incipit è, per molti versi, la chiave per aprire le porte di un romanzo e che da esso uno comprende già l’atmosfera di cosa lo può aspettare nel proseguo della lettura. Ma è una parte, appunto, non il tutto della fatica di un autore.&lt;br /&gt;E’ vero anche che di molti libri ci si ricordi alla fine solo le prime righe tanto sono noiosi. Soprattutto se letti la sera prima d’addormentarsi dove l’incipit (di ogni capitolo) diviene tanto più efficace quanto più assume la funzione di sostituto della tisana soporifera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la filosofia da sommelier che prende corpo in libreria: &lt;em&gt;“testo iniziale deciso, breve, secco, con ambientazione lirico-struggente, ottimo per dono natalizio…”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ porre su mercato in un unico volume quello che tutti noi facciamo quando entriamo in una libreria per farci un’idea di cosa acquistare: passeggiare tra gli scaffali, piluccare libri qua e là, aprirli e iniziare a leggere le prime righe di testo per capire se ci prende. Ecco questa, mi par di capire alla fine, è probabilmente una benemerita operazione di razionalizzazione dei nostri sforzi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che una operazione similare fu fatta negli anni settanta quando uscirono una serie di compilation su LP intitolate &lt;em&gt;30x60&lt;/em&gt; dove si ascoltavano, in quegli angusti solchi, gli attacchi dei più famosi brani degli anni ruggenti. Fu un’operazione obrobriosa degna di quell’epoca segnata dall’estremismo scatolificeo  (tutti gli alimenti erano in scatola), dalle bevande che uscivano dai colorifici, dai pantaloni a zampa d’elefante e le camicie attillate quanto il cellophane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi se la cosa, propongo, la estendessimo anche per buona parte della programmazione televisiva (zapping automatico ogni trenta secondi) o a certo cinema (limitandosi alla visione dei soli titoli di testa) avremmo, forse, finalmente, tanto tempo in più da spendere per relazioni vere e quanto mai logorroiche e prolisse con chi ci sta vicino. O forse no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111537437605719467?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111537437605719467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111537437605719467' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111537437605719467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111537437605719467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/hincipit-parade.html' title='HincipiT  Parade'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111528777792666397</id><published>2005-05-05T11:58:00.000+02:00</published><updated>2005-05-05T12:09:37.980+02:00</updated><title type='text'>Vent'anni dopo</title><content type='html'>A proposito di cura dei testi nelle canzoni ecco qui riproposto un esempio classico di cantautore famoso proprio per questa capacità.&lt;br /&gt;I versi mi sono giunti quale presentazione per un volantino d'invito ad una rimpatriata tra amici con i quali ho condiviso all'epoca delle bellissime esperienze umane e di comunità (non  interessa qui quali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"…. E ancora non sai come potrai trovare lungo i muri un'esperienza; sapere vorrai, ma ti troverai vent'anni dopo al punto di partenza. E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; non sai però se sono vere, o sono dentro all'anima soltanto; nei sogni che hai, sai che canterai di fiori che galleggiano sull'acqua. Nei giorni che avrai ti ritroverai vent' anni dopo sempre quella faccia."&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Francesco Guccini   "Vent'anni dopo"&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111528777792666397?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111528777792666397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111528777792666397' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111528777792666397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111528777792666397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/ventanni-dopo.html' title='Vent&apos;anni dopo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111524041888571527</id><published>2005-05-04T22:57:00.000+02:00</published><updated>2005-05-05T09:52:16.070+02:00</updated><title type='text'>Final Absolution</title><content type='html'>Schiacciamo entrambi il naso contro la vetrata. Dapprima, non vediamo niente. Sospinti dall’esplosione, due o tremila palloncini ci nascondono il Grande Magazzino […].&lt;br /&gt;[…] Il panico dei clienti è totale. Cercano tutti un’uscita. I più forti calpestano i più deboli. Alcuni corrono direttamente sui banconi e sollevano schizzi di calzini e mutandine. Qua e là un commesso o un sorvegliante del piano tentano di arginare il panico […]&lt;br /&gt;[…] Il Grande Magazzino è un urlo solo. Accanto a me un altoparlante cerca di riportare la calma […]&lt;br /&gt;[…] L’intera scena di terrore è immersa in una luce rosata di rara dolcezza […]&lt;br /&gt;[…] Un ammasso di corpi irti di braccia e gambe ostruisce la scala mobile. I clienti risalgono quattro alla volta i gradini della scala in discesa, per rifluire poi sotto la spinta di un’onda venuta dall’alto […]&lt;br /&gt;[…] Qualcosa è esploso da qualche parte, e non c’è stato seguito […]&lt;br /&gt; […] La folla rifluisce lentamente verso le uscite. Si lascia dietro una discarica di borsette, scarpe, pacchetti multicolori e bambini addormentati. Mi aspetto di vedere un centinaio di cadaveri. E invece no […].&lt;br /&gt;[…] Il cadavere è quello di un uomo sulla sessantina che doveva essere piuttosto panciuto a giudicare da quanto la sua pancia gli ha sparpagliato intorno. La bomba l’ha quasi tagliato in due. Mentre vomito con la maggior discrezione possibile, penso a Louna, vai a sapere perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Daniel Pennac &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il paradiso degli orchi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111524041888571527?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111524041888571527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111524041888571527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111524041888571527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111524041888571527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/final-absolution.html' title='Final Absolution'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111502708706412091</id><published>2005-05-02T11:43:00.000+02:00</published><updated>2005-05-07T00:21:59.496+02:00</updated><title type='text'>Chi non lavora non fa l'amore</title><content type='html'>Se valesse il monito celentaniano ieri, in piazza San Giovanni a Roma, c’era una folla di mezzo milione di giovani che fanno della castità sessuale una fede più “imposta” di un qualunque aderente a Comunione e Liberazione. Questo per dire che il Primo Maggio più che una festa dei lavoratori è divenuta ormai la festa di chi il lavoro non riesce a trovarlo. Mega concerto con un pubblico oceanico di giovani disoccupati, o alla ricerca del primo decente impiego, e di giovani universitari (non solo giovani) più nobilmente definiti dalla società: “parcheggiati”.&lt;br /&gt;Ho tenuto il televisore di casa acceso in sottofondo per l’intero pomeriggio e devo dire che, malgrado l’evento sia stato relegato sulla rete pubblica cenerentola (e c’è chi probabilmente vorrebbe pure relegarne la diffusione solo per la regione Lazio), il concerto del Primo Maggio è divenuto il nostro piccolo Woodstock annuale. Ragazzi che, sin dalle prime ore del mattino giunti da ogni dove, s’accampano in piazza con i loro zainetti e le bottigliette d’acqua in paziente attesa, senza disordine alcuno, che mica sono quei deficienti di tifosi che vanno allo stadio. Vengono a vedere un concertone gratuito e sanguigno dove trova spazio la musica cantautorale e il rock allergico a San Remo e agli struggimenti demenziali tipo Music Farm. Si snocciolano canzoni e vicendevoli omaggi tra artisti liberi di essere quello che sono senza freni o paletti di opportunità televisiva. Il presentatore può far battute colorite e sparare innocue volgarità che diventano scherzosi “schiaffi del soldato” per il Potere. Non c’è satira pesante ma ironia intelligente e sottile che raggiunge l’apice soprattutto quando sul palco salgono i “sacerdoti” della canzone d’autore e della parola musicata colta. Ecco, se c’è una omogeneità tra cantanti e complessi multigenerazionali qui, è il loro gusto per il testo letterario e ben scritto, magari cantato e suonato in modo straniato e dissonante. Per dire che cultura si può fare anche con un manico di stratocaster o un piano elettrico. E ben si è inserito, quale scelta felice di proporlo in megaschermo, il videoclip di Bruce Springsteen “Demon and dust” davvero ficcante quanto sa esserlo un brano di sola chitarra ed armonica a bocca. Ed io, così ben stimolate le mie papille musicali, al termine ho chiuso la serata infilando sul lettore di cd, prima di andare a coricarmi, “Blue Valentine” di Tom Waits.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111502708706412091?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111502708706412091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111502708706412091' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111502708706412091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111502708706412091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/05/chi-non-lavora-non-fa-lamore.html' title='Chi non lavora non fa l&apos;amore'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111468199334625138</id><published>2005-04-28T11:52:00.000+02:00</published><updated>2005-04-28T23:18:32.970+02:00</updated><title type='text'>Date simulator</title><content type='html'>In risposta al mio post riguardo il videogioco sui singles, il buon McAdam mi dice: “In Giappone, i &lt;em&gt;simulatori di appuntamento&lt;/em&gt; sono i giochi più venduti. Ci sarà un perché?”.&lt;br /&gt;Bella domanda. Intanto apprendo ora dell’esistenza di questo filone e ciò contribuisce alquanto a farmi sentire di tutt’altra generazione. Mi chiedo anche io: perché? Perché tutto ciò avviene nel paese che già, nel recente passato, ha lanciato la cultura del &lt;em&gt;tamagochi&lt;/em&gt; e dell’allevamento di bestiole elettroniche tramite invio di codici binari (appare a riguardo, proprio in questi giorni sul televisore, una martellante pubblicità che mostra un pulcino canterino che ci invita all’allevamento e accudimento tramite sms). E’ un caso che tutto ciò parta proprio dal Giappone? Poteva nascere in altre parti prima, in occidente per esempio? E’ davvero un gioco? Farà breccia e si estenderà a tutto il pianeta? Sarà una moda (come lo sono state le fracassone palline clic-clac degli anni settanta) o un fenomeno di costume che avrà ripercussioni persino sui rapporti tra i sessi? Non è che ci stiamo avviando a riempire le nostre esistenze future di acquari virtuali creando un’umanità che interagisce solo tramite i tasti di un pc? Esagero? Sono catastrofista? Non lo so. Chissà chi mi legge che ne pensa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111468199334625138?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111468199334625138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111468199334625138' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111468199334625138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111468199334625138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/date-simulator_28.html' title='Date simulator'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111464585197235494</id><published>2005-04-26T22:59:00.000+02:00</published><updated>2005-04-29T09:01:19.790+02:00</updated><title type='text'>venticinqueaprile</title><content type='html'>Chiamare "teatro della politica" quello che viene rappresentato quotidianamente nel nostro Paese significa fare un complimento immeritato ai politici attuali e un’ingiuria all’Arte del Teatro.&lt;br /&gt;Chi fa teatro si nutre (metaforicamente perché le sovvenzioni sono quelle che sono) dei propri faticosi successi e vive di agognati applausi. I politici qui invece si beccano magari sonore bordate di fischi (risultati elettorali), da scappare a gambe levate sommersi da pomodori e uova, salvo essere premiati invece poi da un bel bis. Ed ecco così il nuovo tentativo di governo (bis appunto) pronto a ripartire quasi come nulla fosse. Qualche cambiamento? Si, certo, come no. Un esempio su tutti: al Ministero della Salute fuori un ministro medico e dentro un ex-governatore sonoramente sconfitto alle ultime regionali. Uno di quelli che (lo dico sottovoce sennò s’offendono) fino all’altro ieri avevano nostalgia delle sigarette da aspirare a pieni polmoni per poi spegnerle sulla pelle del corpo di recalcitranti oppositori. Va bene, non mi voglio arrabbiare troppo né fare il facile qualunquista. Certo è che vedere, la sera del 25 aprile sulla televisione di stato, un bel sceneggiato (lo so, ora si dice fiction) come quello sulla vita di De Gasperi sembra quasi incredibile. E diretto da una regista come la Cavani che "popolare" (inteso soprattutto come partito) proprio non è. Peccato che poi a seguire, purtroppo, si sconti tal piacere con l’immancabile noioso dibattito del giornalista salottiero.&lt;br /&gt;Ricordare le nobili gesta e gli ideali dei nostri lontani politici, i fondatori della nostra attuale Costituzione repubblicana, giunta già alla veneranda e decrepita età di (pensate) 58 anni, dà una sensazione di era remota simile a quella che si prova con le agiografie sui santi. Che poi la Costituzione americana di anni ne abbia appena 230, più o meno, e la Magna Charta si perda nei tempi da codice da Vinci, beh, son affari degli altri che non amano il modernismo e gli aggiornamenti puntuali in stile microsoft degli articoli, compiuti a colpi di maggioranze parlamentari.&lt;br /&gt;Continuare a ricordare (chissà se nelle scuole primarie lo si fa ancora o esiste ormai la par condicio del sussidiario) che sono esistiti uomini (di ogni colore politico tranne il nero) che hanno vissuto e manifestato ideali attraverso una progettualità politica "alta" e popolare (non populista), aliena da interessi personali e da personalismi, sotto l’incalzare dei bombardamenti americani a tappeto e delle rappresaglie tedesche, può solo aiutarci a far sembrare ancor più grotteschi e ridicoli (e pare non esserci limite) gli attuali "statisti" i quali vengono costretti (pensate un po’) a ripetitivi, spossanti e compiacenti interrogatori, accecati dai violenti fari di uno studio televisivo, o finiscono buona parte dell’anno in soggiorni clandestini sulle invivibili (ma vip-pibili) coste sarde (a volte rinchiusi dentro inaccessibili ville) o si espongono all’inaspettato pericolo di ricevere gragnuole di petardi piovuti dalle tribune di uno stadio durante un derby. E chissà quanto un giorno i nostri figli sapranno esser loro riconoscenti nel ricordo come lo siamo stati noi. Io ieri ho capito solo che da quel primo venticinque aprile son trascorsi ormai sessanta anni esatti e c’è chi pensa che sia venuta l’ora di riporre finalmente e definitivamente le bandiere e mandare l'odiata Libertà, nata dalla Resistenza, in pensione per raggiunti limiti d’età. In fondo l’Italia, lo sappiamo tutti, è pur sempre una Repubblica fondata sul lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111464585197235494?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111464585197235494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111464585197235494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111464585197235494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111464585197235494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/venticinqueaprile.html' title='venticinqueaprile'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111416444402368352</id><published>2005-04-22T12:04:00.000+02:00</published><updated>2005-04-22T12:44:05.223+02:00</updated><title type='text'>Vita (virtuale) spericolata</title><content type='html'>La rivista Focus di questo mese allega un curioso (nel senso che mi ha incuriosito e l’ho acquistato) gioco virtuale dal titolo “&lt;em&gt;Singles-Flirt up to your Life&lt;/em&gt;” e per dargli un tono vagamente sperimentale e scientifico è stato sottolineato come: “&lt;em&gt;il videogioco diventa realtà&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Non l’avrei notato se non fosse che tempo fa, sul blog di macademia, avevo partecipato assieme ad altri blogger ad un acceso e stimolante dibattito a riguardo.&lt;br /&gt;Ora. A parte il fatto che questo giochino prosciuga le risorse del mio notebook che pare esser stato creato in Transilvania, dopo tre giorni di prove di funzionamento ho capito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) che i personaggi (ne ho attivati solo due, ovviamente una coppia uomo e donna) sono degli emeriti scansafatiche che sbadigliano, mugugnano, pisolano, mangiano sempre pizze per asporto e sono eternamente in bagno per bisogni o a fare la doccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) che non mi riesce in nessun modo di farli convivere con un minimo di dialogo ed attenzione vicendevole e sembrano sempre perennemente arrabbiati se non furiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) Che non capisco cosa ci sia di divertente in tutto ciò. In questo sentirsi quasi dei voyeur di personaggi fatti con i bit, ma che paiono tanto simili ai vip dei reality televisivi (ed infatti sarà un caso che il libretto allegato faccia un rapido escursus descrittivo delle più famose trasmissioni televisive andate in onda?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d) che un videogioco può risultare il peggior ricettacolo delle banalità e dei luoghi comuni verso un single. Per questi soggetti la vita è solo preoccupazione di: guadagnare, mangiare, divertirsi, flirtare (e oltre) e, alla fine spossati da cotanti fatiche quotidiane, dormire su lettoni matrimoniali acquistati con abbondanti euri perché il giochino, per default, ti concede al massimo un lettino ad una piazza minuscola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, alla fine, ieri sera dopo l’ennesimo tentativo di avviare (cliccando esausto) i miei ultimi insistenti approcci di intesa (conversazione, scherzo, romanticismo, regali…) conclusi a vuoto con decisi dinieghi dell’unica affascinante (ma molto stronza direi) creaturina femminile esistente, ho deciso, al colmo della frustrazione esistenziale, di inviare a lei una sonora imprecazione colorita e ho spento il computer.&lt;br /&gt;Appena ho udito la ventola di raffreddamento annegare nel silenzio della casa, grazie al cielo, è suonato il telefono (quello vero) e dallo schermo (reale) ho letto il nome di una carissima amica (vivente!) che mi cercava. Ho schiacciato il pulsante e con sollievo le ho gridato: “&lt;em&gt;CIAO BELLISSSSIMA!!”&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111416444402368352?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111416444402368352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111416444402368352' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111416444402368352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111416444402368352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/vita-virtuale-spericolata.html' title='Vita (virtuale) spericolata'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111400401670781366</id><published>2005-04-20T15:32:00.000+02:00</published><updated>2005-04-20T15:56:17.830+02:00</updated><title type='text'>Habemus... paparatzinger!</title><content type='html'>Il titolo non sembri irriverente ma qualche anchorman televisivo già lo chiama così (ci faranno un bel rap tipo quelli dei Pittura Fresca prima o poi, garantito).&lt;br /&gt;Del suo avvento al soglio Pontificio c’è chi si mostra ora gioioso e chi si spaventa alquanto. C’è chi lo ha rispettato come cardinale e chi lo teme ora pontefice. Non lo conosco e, di quel poco che ne sono venuto a sapere in questi anni, so che è stato fermo custode dell’ortodossia cattolica (che non va confusa con il cattolico ortodosso). A sentire alcuni, questa, pare una brutta parola. A me no. Trovo che di ortodossia e chiarezza, per coloro che credono ovviamente, ai nostri tempi ci voglia. Come anche un po’ di quell’avversione (eufemismo) mostrata nell’ultima omelia prima dell’investitura, riguardo al “relativismo culturale imperante” che qualcuno ha già tradotto immediatamente in un attacco al pensiero laico e a Voltaire. Non credo sia proprio così ma questo è un blog simpatico e semplice che non vuole tediare oltre. Ci sono altri luoghi più illuminati e illuminanti per trattare ciò con indubbia e migliore competenza.&lt;br /&gt;Ad ogni modo ci sarebbero molti altri –ismi ai quali sarei personalmente avverso, e magari ne farò un elenco divertente più in là, ma penso che forse intanto sia venuta l’ora di avere un Papa (non che Woityla non l’avesse fatto intendiamoci) che chiarisca meglio (ai cattolici e pure ai laici) quali siano le vere regole del gioco per definirsi corretti , coerenti e ortodossi cattolici appunto. I precetti non li ha solo il Corano per dire.&lt;br /&gt;Certo, ovviamente la Chiesa manterrà l’imposizione del celibato ai sacerdoti, il divieto d’accesso per le donne alla alte cariche prelate, scomunicherà sicuramente chi aderisce a pratiche omosessuali (solo?) o addirittura gli omosessuali stessi, s’impegnerà a limitare all’estremo l’adesione alla procreazione assistita (è in arrivo il referendum), chiederà certamente la rivisitazione della 184 (anche se non si capisce ai cattolici cosa possa importare visto che già sanno cosa fare), continuerà ad impedire ai divorziati di accedere ai sacramenti e di risposarsi in Chiesa. E allora? Cos’è? Non piace? &lt;em&gt;E’ la Chiesa bellezza&lt;/em&gt;, dico parodiando un celebre detto cinematografico.&lt;br /&gt;Poi lo Stato, per cortesia però, rimanga pure laico com’è, o perlomeno agnostico, perché ci sarebbero da tutelare pure le mille altre realtà dichiaratamente non-cattoliche e, almeno dal punto di vista darwiniano, dichiaratamente provenienti dal medesimo preistorico casuale e puzzolente ceppo animale (i cattolici, da Antico Testamento, credono in un’altra origine, ovviamente più Alta e nobile).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi voglio sbilanciare ancora di più e aggiungo questa cosa che mi frulla in testa da tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non capisco i timori, per il prossimo referendum sulla procreazione assistita, manifestati dai cattolici e dai promotori dello stesso.&lt;br /&gt;Questi messi in campo sono temi altissimi, fondamentali (come lo sono stati quelli sul divorzio e sull’aborto, come può esserlo la Vita e la Morte) a cui ognuno deve aderire impegnando al massimo se stesso, informandosi come meglio gli riesce, senza calcoli politici o speculativi. Credo fermamente che si possa decidere liberamente di andare a votare per il si, per il no oppure di astenersi dal farlo (magari anche solo per pigrizia) in quanto pure questo è previsto dalla legge referendaria (quorum o non quorum). Non amo le chiamate alle armi (o gli eufemistici inviti a disertare) e tutti siamo cittadini coscienti di avere il nostro bel senso civico. Non trasformiamoci in avvilenti ultras o in partigiani da guerra civile. Credo che proprio questa chiamata alle urne per il referendum diverrà invece un reale e serio banco di prova per i cattolici italiani. Qualcuno li costringerà a contarsi per poi giudicare. E’ un tosto e brutto referendum questo che ci è stato appioppato, divenuto scomodo per tutti quanti. Sia per coloro che la Fede conservano con orgoglio dentro di sé, o la manifestano con bella convinzione, sia per chi ritiene di vivere bene lo stesso senza tali trascendentali bisogni. E non parliamo, poi, per le donne. Tutte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111400401670781366?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111400401670781366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111400401670781366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111400401670781366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111400401670781366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/habemus-paparatzinger.html' title='Habemus... paparatzinger!'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111386315201885077</id><published>2005-04-19T00:20:00.000+02:00</published><updated>2005-04-19T00:25:52.020+02:00</updated><title type='text'>E se un mattino a colazione un viaggiatore</title><content type='html'>E’ mattino e sto’ seduto nella cucina di mia madre con la tazzina del caffè davanti. Il cucchiaino rema svogliato, sulla nera superficie del minuscolo lago fumante, e il mio orecchio è distratto dal vociare del televisore che par litigare col ronzio dell’aspirapolvere.&lt;br /&gt;Sniffando l’aria già pregna dell’odore di ragù getto un’occhiata allo schermo. L’apparecchio è acceso su un canale a caso. Potevo incappare in uno dei moltissimi programmi di primo mattino per casalinghe e invece…&lt;br /&gt;L’uomo è curioso e il volto mi sembra vagamente noto. Il filmato pare risalire agli albori della televisione a colori. E’ una intervista effettuata da un giornalista a me francamente sconosciuto. L’intervistato ha un viso magro, appuntito e buffo. Gli occhi spiritati e la chioma piuttosto spettinata. Il sorriso sembra infantile, ingenuo. Dalla scaffalatura piena di libri, che si scorge alle sue spalle, s’intuisce che possa essere uno scrittore. Infatti lo sento dire: "&lt;em&gt;Mi chiede cosa faccio? Faccio lo scrittore. Sono uno scrittore semplicemente perché scrivo delle cose che, a volte, me le pubblicano facendoci dei libri&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Beh, mi dico, lapalissiano. Poi, dopo un po’, aggiunge una cosa che mi è parsa più bella: "&lt;em&gt;Sono stato a lungo bambino&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;E questa parola &lt;em&gt;bambino&lt;/em&gt;, penso tra me dopo averlo riconosciuto, fa rima con: &lt;em&gt;Calvino&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Scorrono poi immagini di guerra africana. Si vedono bambini vittime e bambini coinvolti come guerriglieri armati. Una voce fuori campo cita (sempre Calvino): "&lt;em&gt;Chi ha guardato lo sguardo di un bambino in tempo di guerra, armato o meno, non può restare indifferente&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Il programma, che ora sto’seguendo con un certo interesse, è un programma mattutino di Rai3 sul teatro condotto da Pino Strabioli e in studio gli è seduta accanto, come ospite, quel splendore di attrice e donna che è Maria Rosaria Omaggio (la Monica Bellucci degli anni settanta a vedere i suoi filmati di repertorio) . Vengo così a sapere dell’esistenza e dell’uscita imminente di un cd sponsorizzato UNICEF fatto di testi in prosa di Calvino (recitati dalla Maria Rosaria Omaggio appunto) e musica (canzoni cantate da Grazia di Michele).&lt;br /&gt;Il titolo del CD è: "&lt;em&gt;Chiama la vita&lt;/em&gt;" . Semplicemente. E costa solo 12 euro.&lt;br /&gt;Cerchiamolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111386315201885077?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111386315201885077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111386315201885077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111386315201885077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111386315201885077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/e-se-un-mattino-colazione-un.html' title='E se un mattino a colazione un viaggiatore'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111347410668197267</id><published>2005-04-14T12:17:00.000+02:00</published><updated>2005-04-14T12:21:46.683+02:00</updated><title type='text'>C'era una volta... a Bologna</title><content type='html'>E’ già iniziata ieri, e si concluderà domenica, la Fiera del Libro per Ragazzi a Bologna. Per il pubblico l’apertura è solo domenica mentre, nei restanti giorni, il luogo è regno degli operatori del settore (agenti, editori, illustratori, traduttori, librai, insegnanti…). Dico la verità, mi piacerebbe andarci anche se non posso. Mi piacerebbe vedere gli scaffali, i cartelloni, i colori degli stands. Mi piacerebbe aggirarmi tra i locali e vedere le proposte, le nuove idee, quali sono i nuovi ambienti fantastici racchiusi dentro due ali di cartone rigido chiamate “copertine”. Se gli orchi e i draghi evergreen mantengono il loro appeal o altre inquietanti nuove minacce incombono. Se c’è qualcosa di completamente diverso per queste generazioni di bambini che già hanno, causa TV, visto parecchio (la mia generazione ha impiegato una dozzina d’anni della sua infanzia per farsi la stessa esperienza sensoriale di un bambino attuale di cinque). Se c’è soprattutto qualcosa di altro rispetto l’omologante mondo fantastico di Harry-Coca Cola-Potter. E se noi italiani abbiamo davvero un nostro piccolo mercato di nicchia un minimo indipendente o magari persino un particolare genere nascente, (un po’ come succede, per tradizione,  nei paesi del nord Europa, britannici e scandinavi). Credo di no, ma mi piace pensarlo possibile. In fondo lo spero e credo ancora volentieri alle favole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111347410668197267?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111347410668197267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111347410668197267' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111347410668197267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111347410668197267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/cera-una-volta-bologna.html' title='C&apos;era una volta... a Bologna'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111338619612037759</id><published>2005-04-13T11:54:00.000+02:00</published><updated>2005-04-13T14:27:46.956+02:00</updated><title type='text'>Chi non salta ...</title><content type='html'>I fatti calcistici di ieri sera mi riportano al ricordo dell’ultima volta, circa un anno fa, in cui mi trovai nel medesimo stadio Meazza per vedermi una partita di calcio dal vivo. Giocava il Milan contro l’Udinese (squadra della mia regione) ed io mi trovavo in tribuna laterale rossonera con un amico milanista. Ovviamente il posto pre-assegnato non esisteva più per cui dovetti sedermi casualmente da un’altra parte. Avevo appena subito una perquisizione ai cancelli degna di un iracheno ad Abu Ghraib mentre, probabilmente, da un altro cancello passavano arsenali di razzi, fumogeni e missili terra-aria.&lt;br /&gt;All’ingresso delle squadre in campo ho sentito un boato e un crepitare di esplosivi degni di una notte di San Silvestro a Pozzuoli e ho visto la gente attorno raccogliere in fretta i propri cuscinetti, i figli (pochi) con le loro bandierine e creare il vuoto intorno a me. Dall’alto una cascata di lapilli e fumo che nemmeno l’Etna quando borbotta e rigetta. Ricordo che mi persi i primi dieci minuti dell’incontro impegnato a non respirare l’odore acre dei fumogeni, attendendo che il muro di nebbia si levasse lasciandomi intravedere le zolle (letterali perchè il manto del Meazza è questo) del campo e le maglie dei calciatori. Alla fine tutti erano tranquillamente rientrati ai propri posti (più o meno) e avevano iniziato a tifare come nulla fosse. Io ricordo di essermi chiesto cosa sarebbe successo a chi si fosse visto recapitare (e sarebbe stato probabilissimo) un bel razzo sfrigolante in capo durante quelle barbare dimostrazioni di coreografico affetto. Ieri sera, osservato in Tv il portiere accasciarsi a terra, mi sono finalmente risposto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111338619612037759?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111338619612037759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111338619612037759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111338619612037759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111338619612037759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/chi-non-salta.html' title='Chi non salta ...'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111329585868069692</id><published>2005-04-12T10:48:00.000+02:00</published><updated>2005-04-12T11:49:05.910+02:00</updated><title type='text'>Un bellissimo invito</title><content type='html'>Ieri sera, dalla cassetta delle lettere, nascosto timidamente tra l’ammasso arrogante di volantini pubblicitari (del vicino Ipermercato con la sua ennesima carta di indebitamento; della palestra con la nuova proposta di apprendimento della rivoluzionaria lotta ad ala di pollo tailandese; del corso di yoga per donne in gravidanza isterica), mi è scivolato tra le dita un graditissimo invito di un’amica per partecipare alla Prima Comunione della figlia del quale desidero qui riportare il bel testo di presentazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gridano e lottano,&lt;br /&gt;dubitano e disperano,&lt;br /&gt;le loro risse non hanno mai fine.&lt;br /&gt;Che la tua vita vada tra di loro&lt;br /&gt;come una fiamma di luce,&lt;br /&gt;vivida e pura,&lt;br /&gt;e li faccia tacere d’incanto.&lt;br /&gt;Nella loro invidia e cupidigia&lt;br /&gt;essi sono crudeli, le loro parole&lt;br /&gt;sono come coltelli nascosti&lt;br /&gt;assetati di sangue.&lt;br /&gt;Va e rimani fra i loro&lt;br /&gt;cuori torvi,&lt;br /&gt;posa i tuoi occhi gentili su di loro&lt;br /&gt;come la clemente pace della sera&lt;br /&gt;sulla lotta del giorno.&lt;br /&gt;Lascia che guardino il tuo volto,&lt;br /&gt;e conoscano così&lt;br /&gt;il senso di tutte le cose:&lt;br /&gt;che ti amino&lt;br /&gt;e si amino così tra di loro.&lt;br /&gt;Vieni e prendi il tuo posto&lt;br /&gt;nel cuore dell’infinito […]&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Adattamento di &lt;em&gt;L’angelo bambino&lt;/em&gt; di Tagore per lo spettacolo &lt;em&gt;Il Cristo&lt;/em&gt; di Walter Sabato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguono alcune colorate righe luminescenti di testo scritto di pugno dalla bambina che, ovviamente, tengo per me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111329585868069692?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111329585868069692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111329585868069692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111329585868069692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111329585868069692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/un-bellissimo-invito.html' title='Un bellissimo invito'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111325552423492632</id><published>2005-04-11T21:37:00.000+02:00</published><updated>2005-04-12T09:14:44.096+02:00</updated><title type='text'>Giro del mondo in ottanta scaffali</title><content type='html'>Nel pomeriggio sono entrato nella libreria Mondadori in Piazza Insurrezione. Da parecchio tempo non lo facevo. Mi sono aggirato, tra gli scaffali e le torrette di titoli ammonticchiati, con sapiente abitudine e ho iniziato a prelevare libri sfogliando le pagine, leggendo i risvolti, le quarte di copertina, i prologhi e gli incipit vari. Insomma, quelle solite cose che facciamo un po’ tutti. Dopo aver visionato la nuova edizione della trilogia raccolta di Asimov sulla Fondazione, un po' di Bradbury, il libro di esordio di Evangelisti e del suo fanta-monaco inquisitore, ho virato sulla poesia leggendo a scrocco parecchi pezzi di Alda Merini, per indirizzarmi poi sulla letteratura per ragazzi (ogni tanto lo faccio) e, tra copertine di maghi, orchi e draghi, rosse ragazzine con le calzelunghe (ormai piuttosto attempate) e fantasmi buffi o vagamente splatter, mi sono imbattuto in un inquietante libro per ragazzi scritto da Neil Gaiman (a proposito, di suo, consiglio di leggere "American Gods") , con invito in copertina stile dark di Ammaniti. L’ho inserito nel mio immaginario carrello per la spesa e ho proseguito. Ho iniziato quindi a cercare qualche libro su Verne e, nello specifico, "Il giro del mondo in 80 giorni". Ho trascorso una buona ora a rintracciarlo ma niente (nel mentre ho provato a scorrere alcune righe di "Ventimila leghe sotto i mari" in versione inglese con esiti non proprio felici). Mi sono arreso e ho deciso finalmente (non amo farlo subito) di chiedere lumi al commesso. Il tipo, piuttosto allampanato, occhialuto e vagamente british, pareva incredibilmente somigliante ad un attuale Phileas Fogg o, almeno, a come me lo sono sempre immaginato. Con quattro suoi colpi di tastiera, usati come "passepartout", mi ha rassicurato sul buon esito della ricerca e, seguitolo presso uno degli scaffali sui quali avevo già sostato, miracolosamente, come un Giucas Casella delle case editrici, ha fatto apparire tra le sue mani una cellophanata edizione einaudi recante al suo interno cinquantadue incisioni dall'edizione originale del 1873 e, in appendice, una intervista a Verne apparsa nel 1893. Ora, felice, sono a casa e non vedo l’ora di togliere l’involucro protettivo un attimo prima di coricarmi. Poi, magari, chissà quali sogni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111325552423492632?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111325552423492632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111325552423492632' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111325552423492632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111325552423492632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/giro-del-mondo-in-ottanta-scaffali.html' title='Giro del mondo in ottanta scaffali'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111303803992263339</id><published>2005-04-08T10:12:00.000+02:00</published><updated>2005-04-09T11:18:06.076+02:00</updated><title type='text'>Pope caput mundi</title><content type='html'>Si potrebbero dire tante cose oggi.&lt;br /&gt;Forse è inconcepibile per molti questo pellegrinaggio e questa folla oceanica che si è creata a Roma. Forse è vero che non ci si guadagna certo il Paradiso con una fila di sei, sette ore. Possiamo mostrare scetticismo e sarcasmo per chi batte le mani, per coloro che immortalano l’evento con il videotelefonino d’ultima generazione, per quelli che salutano alle telecamere televisive e chiamano casa per far attivare i videoregistratori.&lt;br /&gt;Sono, queste, malignerie da laici che non concepiscono l’irrazionale e, ma sì, diciamola stà parola, tantomeno la Fede. Ed io, pur tenendo per me quello che provo davvero, e che per abitudine non ostento, amo pensare all’idea che questa moltitudine biblica abbia voluto ripagare, attraverso questa fatica fatta di lunghi viaggi e incolonnamenti forzati, la commovente fatica di vivere di questo uomo spossato da anni di malattia e che una buona fetta di mondo abbia voluto raccogliersi attorno un Pontefice che ha fatto dei viaggi, fin nei più remoti angoli del globo, il suo convinto credo apostolico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111303803992263339?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111303803992263339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111303803992263339' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111303803992263339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111303803992263339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/pope-caput-mundi_111303803992263339.html' title='Pope caput mundi'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111279595406756732</id><published>2005-04-06T15:56:00.000+02:00</published><updated>2005-04-06T16:00:56.566+02:00</updated><title type='text'>Protezione Mammona</title><content type='html'>Si, sto partendo per Roma.&lt;br /&gt;Sto proprio sulla pensilina della stazione ora.&lt;br /&gt;Come perché?&lt;br /&gt;Vado per l’ultimo omaggio al Papa, ovvio no?&lt;br /&gt;Si, va bene, userò solo i mezzi di trasporto collettivo e magari mi cucio le tasche dietro i calzoni che non si sa mai. Ma poi credi che voglia farmi a piedi tutta la strada fino al Vaticano?&lt;br /&gt;Ah si? Ti fanno già andare a piedi dalla stazione Termini? Però…&lt;br /&gt;Vabbè un po’ di coda per uno che è abituato al passante di Mestre che vuoi che sia.&lt;br /&gt;Come dici? Il tempo?&lt;br /&gt;E che ne so, farà un po’ caldo, un po’ freddo, ci si spoglia o ci si copre con un golfino.&lt;br /&gt;Dici che farà fresco di notte?&lt;br /&gt;Vabbè, vabbè, se proprio insisti indosserò di nuovo la maglietta di lana.&lt;br /&gt;Ok, allora ti saluto eh, che parto ciao, baci mam.... Scusi ma… chi è? Bertolaso?&lt;br /&gt;Ma lei è quello della Protezione Civile?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111279595406756732?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111279595406756732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111279595406756732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111279595406756732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111279595406756732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/protezione-mammona.html' title='Protezione Mammona'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111269256698727491</id><published>2005-04-05T11:09:00.000+02:00</published><updated>2005-04-06T15:35:15.360+02:00</updated><title type='text'>The day after</title><content type='html'>Stamane i notiziari hanno abbandonato momentaneamente i commenti sul Papa (pure le scarpe che ora indossa sono state giudicate!) per dare spazio ai risultati elettorali. Ho scoperto di vivere in un Paese che forse non è così male come pensavo. Penso soprattutto alla Puglia e al suo nuovo Governatore al quale mi piacerebbe davvero fargli i miei migliori auguri perchè dimostra quanto il luogo comune e il pregiudizio siano una cosa davvero anacronistica da perseguire persino nel profondo sud. Qui al nord purtroppo rimaniamo con i macho-celoduristi padani unici che festeggiano (pensate che soddisfazione i poveretti). Ad ogni modo la rigorosa pizza mediterranea che mi son mangiato ieri sera, con il televisore acceso sui commenti, era buonissima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111269256698727491?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111269256698727491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111269256698727491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111269256698727491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111269256698727491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/day-after.html' title='The day after'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111260446249673475</id><published>2005-04-04T10:46:00.000+02:00</published><updated>2005-04-04T10:47:42.496+02:00</updated><title type='text'>Piccoli fans</title><content type='html'>Il bambino smette di giocare e s’avvicina al pacchetto che tengo tra le mani. Attende che liberi l’oggetto dall’involucro lucente. Riconosce l’oggetto e lo sguardo va al riproduttore di cd. Mi indica col dito il tasto per l’accensione. Ha tre anni e mezzo e, ovviamente, non sa leggere. La copertina non lo aiuta. Io mi chiedo con un ultimo scrupolo se la canzone (“I bambini fanno oh”) non sia forse poco adatta per la sua età e magari non sia meglio una filastrocca musicata che canta di tartarughine da corsa o  leprottini esploratori per capirci. Lui osserva muto lo stereo inghiottire il cd e, iniziando già a dondolarsi con un ritmo suo interno, mi mostra un sorriso di fremente attesa e, lievemente zeppolando, mi chiede: “Tzio” (zio, lui mi chiama così), “è... Vafco Rossi?”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111260446249673475?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111260446249673475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111260446249673475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111260446249673475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111260446249673475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/piccoli-fans.html' title='Piccoli fans'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111260407473464827</id><published>2005-04-02T22:36:00.000+02:00</published><updated>2005-04-05T12:22:22.843+02:00</updated><title type='text'>Se mi sbaglio ...</title><content type='html'>&lt;em&gt;... e se mi sbaglio mi corigerete ...&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Avevo quindici anni quando, in attesa della cena davanti al televisore (in bianco e nero!!), sorrisi per questa umile e buffa frase che disse al suo primo affacciarsi al balcone di San Pietro. Ora ne tengo quarantadue e nel frattempo ho compreso l’immensa grandezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111260407473464827?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111260407473464827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111260407473464827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111260407473464827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111260407473464827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/se-mi-sbaglio.html' title='Se mi sbaglio ...'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111234536006267334</id><published>2005-04-01T10:43:00.000+02:00</published><updated>2005-04-01T10:49:20.063+02:00</updated><title type='text'>il pennino e il foglio</title><content type='html'>E si fermò dal graffiare il pennino dorato&lt;br /&gt;quando udì gridare il foglio violato:&lt;br /&gt;“Lo sai? Mi stai sporcando!”&lt;br /&gt;“Non ti sto sporcando”&lt;br /&gt;rispose il pennino sorridendo&lt;br /&gt;“semplicemente sto per &lt;em&gt;lui&lt;/em&gt; scrivendo&lt;br /&gt;che è felice e le vuole bene davvero”&lt;br /&gt;allora il foglio commosso sincero  &lt;br /&gt;non più bianco di un candor d’angelo&lt;br /&gt;timido piegò un suo angolo&lt;br /&gt;e l’inchiostro steso ora asciugato&lt;br /&gt;da nero parve mutar in un rosa anticato&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111234536006267334?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111234536006267334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111234536006267334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111234536006267334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111234536006267334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/04/il-pennino-e-il-foglio.html' title='il pennino e il foglio'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111141788122712714</id><published>2005-03-21T16:08:00.000+01:00</published><updated>2005-03-24T09:51:00.556+01:00</updated><title type='text'>Foto safari</title><content type='html'>Raggomitolati, i nasi costretti ad annusare il fondo della barca, e con lo sciabordio dell'acqua sullo scafo a farci compagnia ci siamo infilati, attraverso il pertugio, nel dedalo di stanze nascoste nel ventre della montagna. Dopo un po’, sollevato il capo, abbiamo iniziato a seguire il fascio di luce emanata dalla torcia della guida intenta a spiegarci, con tono monocorde, le meraviglie di quel mondo stupefacente nel quale la luce sapeva di essere un ospite a malapena sopportato.&lt;br /&gt;Abbiamo imparato così che una aguzza stalattite pendente o una robusta stalagmite eretta, impiega qualche migliaio di anni per crescere così come le vediamo. E questo grazie al paziente lavoro di umili gocce d’acqua miste a calcare ed altri depositi solidi, posate l’una sull’altra, e solidificate alla pazzesca velocità di un decimo di millimetro al secolo. Un solo tocco delle nostre dita unte o sudate può impedirne la crescita per una ventina d’anni almeno.&lt;br /&gt;Cribbio, mi son detto, e mi son messo subito a cercare in tasca, istintivo, una salvietta per asciugarmi.&lt;br /&gt;Arrivati al fondo della caverna principale, tutti noi visitatori siamo scesi dalla barca per salire sul pontile e accedere così all’angusta riva sotterranea. Mentre il barcone riportava all’uscita i precedenti visitatori, siamo rimasti lì alcuni minuti in attesa , novelli esploratori di un romanzo di Jules Verne sul Nautilus, volgendo lo sguardo qua è là tra le stanze create dall’acqueo architetto che vi soggiornò padrone in un passato biblico.&lt;br /&gt;Ad un certo punto abbiamo notato un esserino peloso a testa in giù, aggrappato alla volta del soffitto, che dormiva indisturbato. Doveva aver preso un Tavor vista l’indifferenza assoluta per il brusio delle persone presenti di fronte la riva del buio laghetto. Qui, l’amico che stava con me, notato l’interessante soggetto, mi dice: “fammi luce con la tua pila che gli faccio una bella foto senza il flash”. Lo vedo puntare la digitale verso l’immobile e raccapricciante bestiola, avvolta nelle proprie ali come un involtino arabo in foglia di vite, zoomare e scattare con un clic quasi muto. Poi gli dico: “Beh? Allora ? Com’è venuta?”. Lui osserva il visore e la composizione dei pixel, si gira e mi fa: “Sai, temo che l’immagine sia venuta mossa”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111141788122712714?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111141788122712714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111141788122712714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111141788122712714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111141788122712714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/03/foto-safari.html' title='Foto safari'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111053590758647419</id><published>2005-03-11T11:10:00.000+01:00</published><updated>2005-03-11T11:11:47.586+01:00</updated><title type='text'>trapanini e oroscopi</title><content type='html'>Immaginatevi un’anticamera del dentista, non che ci voglia molto in fondo, persone in attesa sulle poltroncine come si fosse ad una veglia funebre, via vai di giovani assistenti che chiamano gentili levandosi mascherine dalla bocca simili a straccetti di burka. Carine. Mi chiedo chissà perché le assistenti di un dentista siano sempre così carine. Forse perché la loro funzione è simile a quella delle hostess: ti servono il bicchiere con l’acqua, ti legano e posizionano il bavaglio, ti sorridono tranquillizzandoti.&lt;br /&gt;Attendo il mio turno. Sono tranquillo perché sono lì per un semplice colloquio con l’odontoiatra e, mentre odo il suono ficcante e stridulo dei trapanini, mi annoio. Prendo la prima rivista che trovo sul tavolino e le sue pagine si aprono a caso sull’oroscopo. Mi posiziono sulla sedia mascherando agli altri quello che sto per fare e inizio a leggere. Non ci credo, e so che tutti dicono così, ma sono lì e vorrei iniziare la giornata con qualche buona notizia o coccola profetica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo: &lt;em&gt;Siete come il platano millenario dell’isola di Cos, all’ombra del quale Ippocrate scrisse trattati e impartì lezioni. Siete come la quercia del Gianicolo sotto cui riposava Torquato Tasso tra i versi della Gerusalemme liberata. Siete secolari, anche millenari come il pino Mathusalem nelle White Mountains, che è vietato fotografare e ha 4700 anni. Come tutte le piante siete fondamentali per l’ecosistema e se qualcuno pretende che vi mettiate anche a saltare e ballare, esagera. Siete nati in dicembre, ripiegati su voi stessi, affaticati e coi rami spogli. Seconda e terza decade aiutati dal sestile di Venere che rende tronco e corteccia flessuosi e dolci. Come liquerizia.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ecco, &lt;em&gt;liquerizia&lt;/em&gt;, l’ho capita. Guardo la pagina, poi il muro, poi la pagina. Chiudo le pagine e osservo la copertina: è una rivista di donne, per sole donne. Sento il mio nome pronunciato dall’assistente che mi invita, sorridente, ad accomodarmi nell’ambulatorio. Mi alzo, come &lt;em&gt;elastica e giovane betulla&lt;/em&gt;, e mi metto all’inseguimento del suo camice ondeggiante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111053590758647419?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111053590758647419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111053590758647419' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111053590758647419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111053590758647419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/03/trapanini-e-oroscopi.html' title='trapanini e oroscopi'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111027963491594437</id><published>2005-03-08T11:48:00.000+01:00</published><updated>2005-03-08T12:00:34.920+01:00</updated><title type='text'>canzoni che fanno bene</title><content type='html'>&lt;strong&gt;I&lt;em&gt; BAMBINI FANNO OOH&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; - di Giuseppe Povia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando i bambini fanno «ooh« c'è un topolino, quando i bambini fanno «ooh« c'è un cagnolino. Se c'è una cosa che ora so, è che mai più io rivedrò un lupo nero che dà un bacino a un agnellino. Tutti i bambini fanno «ooh«, «dammi le mani, perchè mi lasci solo?». Sai che da soli non si può: senza qualcuno, nessuno può diventare un uomo.&lt;br /&gt;Per una bambola o un robot bot, magari litigano un po' ma quel ditino ad alta voce almeno loro, eh, fanno la pace. Così ogni cosa è nuova, è una sorpresa e proprio quando piove i bambini fanno «ooh«, guarda la pioggia! Guarda che meraviglia, che meraviglia!&lt;br /&gt;Ma che scemo, vedi però, però che perchè non so più fare «ooh« e fare tutto ciò che mi piglia. Perchè i bambini non hanno peli nè sulla pancia nè sulla lingua.&lt;br /&gt;I bambini sono molto indiscreti, ma hanno tanti segreti come i poeti. Nei bambini vola la fantasia, e anche qualche bugia, oh mamma mia (...bada!). Ma un a cosa è chiara, è trasparente: che quando un grande piange, i bambini fanno «boh? Ti sei fatto la bua? E' colpa tua»&lt;br /&gt;Ma che scemo, vedi però, però che mi vergogno un po' perchè non so più fare "ooh", non so più andare sull'altalena, di un fil di lana non so più fare una collana.&lt;br /&gt;Finchè i cretini fanno «Eh?»,inchè i cretini fanno «Mah?», finchè i cretini fanno. «Boh?» tutto resta uguale, ma se i bambini fanno «ooh« basta la vocale. Invece i grandi fanno «No.h« Io mi vergogno un po': io chiedo asilo, come i leoni io voglio andare a gattoni.&lt;br /&gt;E ognuno è perfetto, uguale il colore, evviva i pazzi che hanno capito cos'è l'amore: è tutto un fumetto di strane parole che io non ho letto. Voglio tornare a fare «ooh«. Perchè i bambini non hanno peli nè sulla pancia nè sulla lingua.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli accordi li ho ricavati con la chitarra, il testo qui ce l'ho (beato internet), l'immagine degli occhi sinceri e felici di un bambino anche e ora posso andare giù di plettro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111027963491594437?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111027963491594437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111027963491594437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111027963491594437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111027963491594437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/03/canzoni-che-fanno-bene.html' title='canzoni che fanno bene'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-111020897017139851</id><published>2005-03-07T16:13:00.000+01:00</published><updated>2005-03-07T16:22:50.173+01:00</updated><title type='text'>Basta un poco di zucchero...</title><content type='html'>... &lt;em&gt;Mi sento tanto Harry Poppins .&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;la compagna di scuola di una figlia di un'amica ha sentenziato questa chicca che trovo bellissima. Qui, nell'immaginario di  &lt;em&gt;fantasilandia&lt;/em&gt;  si incontrano più generazioni di bambini (quelli attuali e quelli che lo sono stati negli anni sessanta). Un cortocircuito fantastico di best sellers grossi come mattoni luccicanti e profumo di cinema d'oratorio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-111020897017139851?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/111020897017139851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=111020897017139851' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111020897017139851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/111020897017139851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/03/basta-un-poco-di-zucchero.html' title='Basta un poco di zucchero...'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110984848564096953</id><published>2005-03-03T09:12:00.000+01:00</published><updated>2005-03-07T16:12:32.730+01:00</updated><title type='text'>Delirio di un diario di fine inverno</title><content type='html'>&lt;em&gt;Stamane, infilate le basse estremità dentro confortevoli pantofole dotate di vello interno, mi sono accostato tremebondo, per l’ancor fredda temperatura della dimora ove soggiorno, alla vasca in ceramica a misura di cintola chiamata: lavandino. E, meditabondo su ciò che avrei osservato riflesso nello specchio, con i tratti somatici non ancora debitamente ricomposti a conclusione di un agitato sonno notturno, al quale ho ceduto in ritardo causa una insonnia già dichiarata, al mio medico personale, ho ruotato il pomello del rubinetto allungando le mani a conca onde permettere al viso e alla fronte, non ancor del tutto sapiente, d’immergersi nel conforto caldo dell’acqueo sgorgante.&lt;br /&gt;Mi son poi asciugato con un cencio spugnoso ed odoroso di buono quanto il ricordo di colei che mi ha generato e, aggiustati i miei pochi e solitari capelli distesi sopra un capo ormai già abbondantemente lucido e deserto, ho indossato un abito confortevole nonchè pratico e, raccolto dal vassoio le chiavi del mezzo di locomozione abituale, me ne sono uscito gaio e lesto dalla porta, pardon, dall’uscio per giunger in ufficio, ove qui ora mi trattengo per non meno di 8 ore, pardon, per almeno un terzo del dì...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sarebbe possibile continuare pervicaci ad eloquiare a lungo in sì tal modo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ci riesce e si fa i miliardi!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal palco del Festival... pardon, dal blog presente un augurio sincero per una buona giornata a chiunque.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110984848564096953?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110984848564096953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110984848564096953' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110984848564096953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110984848564096953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/03/delirio-di-un-diario-di-fine-inverno.html' title='Delirio di un diario di fine inverno'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110968236709326463</id><published>2005-03-01T13:56:00.000+01:00</published><updated>2005-03-01T14:06:07.093+01:00</updated><title type='text'>Criminal Intent</title><content type='html'>L'avevo letta e qui la ripropongo:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cassazione intransigente sul comportamento di un 40enne&lt;/strong&gt;(ANSA) - ROMA 18 Gen - La Cassazione ha confermato la condanna a 14 mesi di reclusione per un uomo di 40 anni che aveva dato una pacca sul sedere a una ragazza. Era accaduto mentre lei stava telefonando da una cabina telefonica di un paesino del Friuli. In primo grado l'uomo era stato assolto perche' si era ritenuto che il gesto non costituisse reato. Su appello del pm, pero', la Corte di appello di Trieste, aveva dichiarato l'uomo colpevole di violenza sessuale. Di qui l'inutile ricorso in Cassazione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non bastava rispondere con l'insulto o un bel ceffone?&lt;br /&gt;Non sono maschilista però mi ripeto: c'è davvero qualcosa che non funziona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110968236709326463?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110968236709326463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110968236709326463' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110968236709326463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110968236709326463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/03/criminal-intent.html' title='Criminal Intent'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110909586970390409</id><published>2005-02-22T18:24:00.000+01:00</published><updated>2005-02-23T14:27:56.526+01:00</updated><title type='text'>corteggiatio precox</title><content type='html'>&lt;em&gt;Ti ringrazio per il tuo interesse ma non è ricambiato. Ciao e buon Tutto!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;(sms ricevuto alle ore 09:38:48 di oggi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'era della comunicazione di massa e della tecnologia comunicativa, ad una mia richiesta di un secondo appuntamento una amabile trentenne, che s'avvia a passare l'esame di stato per la professione di psicologa, mi invia quanto sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammetto: gli inviti miei erano pure essi tramite sms (anche se il secondo era un invito per quattro chiacchiere senza pretese attorno una pizza, dopo che il primo appuntamento, da lei accettato, s'era svolto al cinema).&lt;br /&gt;Ammetto che non me la prendo più di tanto perchè sono sportivo ma qui, nei rapporti tra i sessi, nel sempre possibile ed auspicabile sano corteggiamento vicendevole, oggi, tra uomo e donna, forse c'è qualcosa che non funziona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, di una psicologa che comunica attraverso lo schermo di un telefonino auguro, a chiunque in futuro, di non avere mai bisogno.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110909586970390409?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110909586970390409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110909586970390409' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110909586970390409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110909586970390409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/02/corteggiatio-precox.html' title='corteggiatio precox'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110864631294677433</id><published>2005-02-15T13:46:00.000+01:00</published><updated>2005-02-23T11:51:26.716+01:00</updated><title type='text'>Reading</title><content type='html'>Ieri era S.Valentino.&lt;br /&gt;Niente cenette al lume di candela, niente anellini da infilare su graziose dita, nemmeno un cioccolatino da condividere tra le labbra. Punto.&lt;br /&gt;Sono andato invece ieri sera all' Excelsior per una serata dei realvisceralisti ad ascoltare con curiosità letture di testi selezionati. Argomento: povertà.&lt;br /&gt;Ognuno S.Valentino lo vive come può.&lt;br /&gt;Non ho molta esperienza di reading ma mi sembra che gli scrittori ci mettano del loro per rovinare l'ascolto personalizzando eccessivamente la lettura senza rispetto per la punteggiatura, le pause e la metrica di un testo che, credo, non sia casuale.&lt;br /&gt;Altre volte ho udito poeti rovinare persino i propri versi.&lt;br /&gt;Io penso che sarebbe meglio leggerseli da soli stì testi. Anche a voce alta. Magari una volta rientrato a casa, dentro le lenzuola di un letto a due piazze, un cartello sulla porta che avverte: "posti esauriti", la fioca luce di un' abat-jour, le pagine aperte di un libro prelevato dal comodino, e, nell'aria della stanza, la mia voce libera di librarsi fino ad udire il rassicurante respiro ritmato lento di un corpo di donna sdraiato al mio fianco. Già, così. Reading.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110864631294677433?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110864631294677433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110864631294677433' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110864631294677433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110864631294677433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/02/reading.html' title='Reading'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110612983853626693</id><published>2005-01-19T11:11:00.000+01:00</published><updated>2005-01-19T11:17:18.536+01:00</updated><title type='text'>attesa</title><content type='html'>nel corpo che muta&lt;br /&gt;inesorabile e silente&lt;br /&gt;t’accolgo paziente&lt;br /&gt;piccolo mio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;più come prima&lt;br /&gt;questa mia vita diventa&lt;br /&gt;di mille colori&lt;br /&gt;già mi appare dipinta&lt;br /&gt;e intanto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ti aspetto nel bianco&lt;br /&gt;di questa neve inattesa&lt;br /&gt;un’altra sorpresa&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110612983853626693?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110612983853626693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110612983853626693' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110612983853626693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110612983853626693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/01/attesa.html' title='attesa'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110561308688638396</id><published>2005-01-13T11:42:00.000+01:00</published><updated>2005-02-09T15:44:33.746+01:00</updated><title type='text'>E io non ti pago</title><content type='html'>Teatro – (Napoli)…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una commedia del grande Eduardo, una tra le più spassose a mio giudizio, che parla di uno scapestrato che gioca al Lotto con i numeri di un morto padre di un altro personaggio. Ovvia la lite che ne consegue. Il figlio del morto reclama i diritti su parte della eventuale vincita in quanto figlio, appunto, del defunto apparso in sogno all’altro. La commedia si chiama “E io non ti pago”.&lt;br /&gt;E il pubblico ride anche così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TV Rai – ( Roma) …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due sere alla settimana, da un asettico studio televisivo della capitale, sotto lo sguardo vigile e severo di una squadra di notai, vengono estratte in diretta nazionale delle palline numerate dall’ 1 al 90. Il commento dell’appassionante momento è di solito fatto da una pettoruta fanciulla con le poppe in vista così belle e tonde quanto possono essere gli zeri di un assegno ricevuto dopo una vincita milionaria.&lt;br /&gt;E lo Stato incassa anche così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sito di “Repubblica.it” – (La Spezia) …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e qui copio e incollo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Carrara-Una donna di 57 anni di Carrara si è uccisa, schiacciata dal rimorso di aver dilapidato i risparmi di famiglia giocando al Lotto: aveva puntato tutto sul 53 a Venezia. La drammatica storia è raccontata dal quotidiano Il Tirreno. La donna ha lasciato un biglietto per spiegare il suo gesto. Casalinga, sposata e madre di due figli, si è gettata in mare, davanti alla spiaggia di Marinella (La Spezia) ed è annegata.&lt;br /&gt;(13 gennaio 2005)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E la gente muore anche così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110561308688638396?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110561308688638396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110561308688638396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110561308688638396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110561308688638396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/01/e-io-non-ti-pago.html' title='E io non ti pago'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110545860716771911</id><published>2005-01-11T16:45:00.000+01:00</published><updated>2005-02-23T10:50:28.263+01:00</updated><title type='text'>puntamento</title><content type='html'>Ogni volta sembra portare con sè il freddo della via sin dentro la stanza.&lt;br /&gt;Quando nell’aula il suo ampio cappotto grigio appare il piccolo viso spigoloso e magro, accompagnato da occhi luminosi e neri, dalla caverna di stoffa fa capolino con un vivace saluto. Gli occhiali, momentaneamente appannati, scivolano sulla punta del naso mentre libera il suo esile collo dalle confortevoli spire di un’anaconda di lana viola.&lt;br /&gt;L’appendiabiti, puntuale ogni volta, scricchiola e geme sotto il peso del suo vestiario poggiato.&lt;br /&gt;Ama sedersi sempre nell’angolo più distante dalla lavagna, con le gambe accavallate e le braccia conserte di chi pare febbricitante, ascoltando e scrivendo, con sorniona malavoglia, brevi righe di appunto sul minuscolo notes che porta con sé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110545860716771911?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110545860716771911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110545860716771911' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110545860716771911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110545860716771911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2005/01/puntamento.html' title='puntamento'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110441839957122914</id><published>2004-12-31T15:50:00.000+01:00</published><updated>2004-12-30T16:37:36.680+01:00</updated><title type='text'>Tsunami</title><content type='html'>Avevo così tanta voglia di unirmi ai vostri sorrisi stasera&lt;br /&gt;e scusatemi se ho spento le micce dal mio cuore&lt;br /&gt;un’immensa onda di tristezza mi ha travolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo dentro valigie vuote a galleggiare nel fango&lt;br /&gt;un paradiso finto che è divenuto reale inferno&lt;br /&gt;un mondo di schiaffi definitivi senza più carezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo fragili palafitte crollate&lt;br /&gt;sopra piloni di false sicurezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110441839957122914?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110441839957122914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110441839957122914' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110441839957122914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110441839957122914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/12/tsunami.html' title='Tsunami'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110353692100923778</id><published>2004-12-20T10:58:00.000+01:00</published><updated>2004-12-21T09:54:43.543+01:00</updated><title type='text'>Stazione di servizio </title><content type='html'>Tre anni da poco compiuti e un folto casco di capelli ricci color del fuoco a bruciargli in testa. Gira ininterrottamente tra il soggiorno, la cucina e l’atrio d’ingresso, a cavallo della macchinetta gialla, mulinando gambe senza posa. La guida è sicura e precisa tra le sedie e il divano. Le piccole mani sterzano il volante blu con perizia consumata. Ad ogni giro incrocio il suo sorriso. Gli occhi: due pozze di acqua azzurra. Ogni passaggio un sorso a rinfrescare il cuore. Improvvisamente si ferma e aspetta.&lt;br /&gt;Dico: “Facciamo il pieno di benzina?” Il mucchio di lentiggini si muove in un sì convinto e da sotto il sedile preleva tre monete e me le lascia. Afferro allora un oggetto qualunque e simulo l’inserimento della pompa nel serbatoio con una mano mentre l’altra mostra le dita per il conteggio del carburante. Ad ogni dito levato un litro. Al terzo litro mi fermo. Vedo le gambe pronte a muoversi e prima che scattino chiedo ancora: “Scusi, l’olio l’ha già messo?”. Si volta impaziente e risponde seccato: “Si". Pausa. Poi riprende: "Anche il sale”.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110353692100923778?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110353692100923778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110353692100923778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110353692100923778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110353692100923778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/12/stazione-di-servizio.html' title='Stazione di servizio '/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110207845842999948</id><published>2004-12-03T13:52:00.000+01:00</published><updated>2005-02-23T10:52:16.670+01:00</updated><title type='text'>incipit 2</title><content type='html'>Appena imboccata la strada dissestata Chiara istintivamente portò il piede sul freno e premette a fondo. La Fiesta sobbalzò quasi inarcandosi sulle ruote come un gatto e il motore si spense. “Cazzo al ramo!!” imprecò. La cenere della sigaretta fra le dita si sparse sul lunotto e un po’ finì sui jeans.&lt;br /&gt;“Caaazzo!!!”. Un pezzetto di cenere ancora incandescente si stava aprendo con impegno un varco per raggiungere bello tranquillo la coscia nuda sotto la rigida stoffa. Con un colpo di mano rapido Chiara lo allontanò facendolo precipitare sul tappettino e con la punta della Nike lo pestò prima che facesse altri danni.&lt;br /&gt;“Ecco un altro paio di Levis fottuti. E’ proprio vero che le sigarette costano!!” disse tra sé.&lt;br /&gt;Il grosso ramo basso di pino apparso all’improvviso aveva seppellito di aghi il cofano sul davanti e la parte bassa del parabrezza.&lt;br /&gt;Chiara girò più volte la chiave del motore della scalcinata Fiesta che iniziò a tossire lievemente ingolfata e ripartì. Attivò i tergivetro per liberarsi degli aghi e pensò all’indirizzo annotato sul foglietto se fosse corretto. Ville intorno non se ne vedevano e la strada pareva restringersi ancora. Aveva abbandonato la costiera da pochi minuti dirigendosi verso il mare per una delle tante vie non sempre visibili immediatamente dall’alto. Era una zona che conosceva quasi per nulla. Si favoleggiava che la costiera accogliesse sotto di sé diverse abitazioni incredibilmente lussuose che dalla strada risultavano praticamente invisibili. Chiara si era quasi convinta che fossero leggende metropolitane. Sapeva solo che sotto la costiera, nelle spiaggette di ciotoli più nascoste e di segreto accesso, durante l’estate era abitudine prendere il sole completamente nudi. Era capitato pure a lei di andarci alcune volte, con un amico e lo zainetto in spalla, lungo i stretti sentieri sterrati inframmezzati da funi disposte qua è là in aiuto alla discesa, giungendovi spesso col fiatone perchè non allenata. E fu anche durante una di quelle uscite estive che, stesa supina con il pube scoperto e i seni sudati rivolti al sole, in una nudità complice priva di imbarazzo, aveva sentito l’amico fare cenno alle famose perle edilizie, incastonate tra la boscaglia e le rocce sopra di loro, che si potevano scorgere soltanto dal mare. Così oggi era venuta finalmente l’occasione concreta per vedere almeno una di queste famose meraviglie. In fondo il mestiere di veterinaria le permetteva di accedere ogni giorno ad un buon numero di interni di case o appartamenti abitati da famiglie, singles o solitarie vecchiette. Entrare nelle loro case le dava sempre un po’ la sensazione di violare una loro intimità protetta da mura impastate di dna. Aveva imparato a capire meglio quali attenzioni portassero i clienti verso i propri animali osservando la cura degli ambienti casalinghi. Un’abitazione pulita e ordinata, in genere, faceva pensare che l’animale fosse anch’esso ben nutrito e curato.&lt;br /&gt;A Chiara piaceva guidare sulla costiera anche se era una strada a transitabilità piuttosto lenta. Le piaceva proprio soprattutto in quanto piena di curve e perchè riusciva a scorgervi, oltre i finestrini, il mare. Capitava sempre, nelle limpide giornate fredde quando l’aria è tersa, che si potesse avvistare lontano il profilo lungo e scuro della costa istriana.&lt;br /&gt;Il sentiero d’asfalto sembrò stabilizzare la propria larghezza in una carreggiata sufficientemente comoda al passaggio dell’auto. “Speriamo non salga nessuno da qui, ora” pensò Chiara. Si guardò intorno e si chiese come facesse in fondo la gente della zona a muoversi al calar delle tenebre solo con l’ausilio dei fari delle auto. Doveva fare veramente buio la notte in quei posti. Il sentiero ora sembrava quasi incunearsi tra i pini e i muretti di pietra carsica tirati a secco. La punta del piede premette un po’ di più il pedale dell’acceleratore ora che la discesa sembrava essere terminata. Il sedile a fianco era colmo di fogli, ricettari e campioncini di medicinale. La frenata aveva rovesciato la borsa lasciando uscire fuori l’agenda, il cellulare e un trionfo di sigarette sfrattate dal pacchetto che per buona parte ora stavano sotto il sedile. Chiara prelevò una delle sigarette rimaste all’interno del pacchetto dentro la borsa e l’accese inspirando a fondo. Tossì ed aprì il finestrino lasciando che l’aria pungente del mattino appena piovuto la rinfrescasse un po’. Era un bel sabato in reperibilità lavorativa. Il sole tiepido, ancora basso nel cielo, cercava di entrare tra il fogliame. Chiara ripensò alla telefonata che aveva ricevuto prima che la sveglia suonasse e alle maledizioni mandate prima di spingere, assonnata, il tastino con la cornetta verde. Ripensò alla voce sconosciuta e ansiosa udita. Cercava Duska. Chiara aveva risposto che Duska non era reperibile oggi. La voce le era parsa dispiaciuta. Chiara aveva informato la voce che Duska s’era presa un paio di giorni per andare a trovare la madre in Slovenia. Ad ogni modo se la cosa era davvero urgente sarebbe potuta intervenire lei entro una quarantina di minuti al massimo non appena avesse trascritto l’indirizzo. Era un cane vero?&lt;br /&gt;Chiara vide apparire dietro la curva, in fondo la strada, una grosso cancello bruno. Disse: “OK. Ci siamo” e schiacciò il mozzicone della sigaretta dentro il posacenere del cruscotto. Ripensò di nuovo alla telefonata e a quello strano ronzio udito alla fine e a come guardò perplessa le tacche per verificare se ci fosse ancora campo. Ripensò all’attimo preciso in cui se lo era riportato all’orecchio mentre la voce riprendeva con un: “Credo proprio che sia il caso che venga appena possibile dottoressa”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110207845842999948?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110207845842999948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110207845842999948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110207845842999948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110207845842999948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/12/incipit-2.html' title='incipit 2'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110112388227598298</id><published>2004-11-22T13:42:00.000+01:00</published><updated>2004-11-22T12:50:00.666+01:00</updated><title type='text'>Perchè scrivo?</title><content type='html'>Perchè scrivo?&lt;br /&gt;Non sono sicuro di sapervelo spiegare. Anche perché non me lo sono mai chiesto.&lt;br /&gt;Non scrivo nemmeno molto. Di certo scrivo su tutto e dappertutto.&lt;br /&gt;Posso graffiare una penna sul foglio o percuotere dita (rigorosamente non più di due ) sulla tastiera di un PC; pigiare gommosi tastini e inviare poesiole bonsai dal cellulare; strimpellare canzoni con testi autoprodotti vestiti da un giro di do scordato o spedire e-mail epistolari degne di un amante dell’ottocento.&lt;br /&gt;Insomma scrivere per me risulta essere un esercizio giocoso oltre che comunicativo. E non lo faccio per esibizione né per produrre qualcosa di vendibile. Non credo che potrei farlo di mestiere. Ancorare il mio concreto sostentamento quotidiano alla labilità di una qualunque forma di creatività, per quanto mi riguarda, lo ritengo impensabile oltre che fonte di notevole ansietà. Però così mi diverto.&lt;br /&gt;Ho iniziato una ventina di anni fa i primi timidi tentativi di racconto e produzione di testi vari con esiti più o meno felici. Fu appena abbandonato i banchi della scuola e la ricorrente oppressione dei componimenti in classe e ricordo come un incubo quelle pagine piegate a metà onde permettere alla penna rossa o blu dell’insegnante di apporvi le proprie correzioni degne dei migliori graffiti metropolitani. &lt;br /&gt;Oggi scrivere è divenuta la mia piccola ginnastica zen nemmeno tanto quotidiana e neppure tanto ordinata. Mi capita a volte che mi venga pure il coraggio di far leggere qualcosa del mio mondo ad accomodanti amici (accuratamente selezionati ovvio) e mi aspetti di rimando rassicuranti commenti compiaciuti. Quando avviene ringrazio l’ipocrisia dei più.&lt;br /&gt;In fondo credo lo facciano soprattutto per il mio bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110112388227598298?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110112388227598298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110112388227598298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110112388227598298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110112388227598298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/11/perch-scrivo.html' title='Perchè scrivo?'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108754888639628630</id><published>2004-11-08T10:53:00.000+01:00</published><updated>2005-02-23T10:52:37.240+01:00</updated><title type='text'>incipit 1</title><content type='html'>Aveva occhi chiari la ragazza, di una bella tonalità verdeazzurra, che impreziosiva un viso piccolo e tondo con due morbide labbra carnose. Lentiggini sparse qua e là sul nasino le regalavano un’aria sbarazzina malgrado l'età non sembrasse poi così giovane. Sicuramente doveva essere una studentessa universitaria. Una di quelle tipette fuori corso prossime ai trent’anni, se avete capito il genere, che l’Università di Trieste ama accogliere nel proprio grembo senza curarsene più di tanto. E già con qualche lieve ruga sotto le palpebre furtive. Pur non standole particolarmente vicino emanava un profumo dolciastro, da autunno con le foglie marce, e la sciarpa di seta vezzosamente annodata al collo, odorava d’incenso. Le mie narici, sensibili quanto quelle di un segugio, mi spedirono prontamente un segnale d’insofferenza all’azzardo di quel cocktail d’odori. I suoi capelli, ricci e rossobruniti, avrebbero potuto benissimo armonizzarsi con il vicino paesaggio carsico durante la stagione del sommaco.&lt;br /&gt;… …&lt;br /&gt;“Quanto leggi?” mi chiese.&lt;br /&gt;“Beh, in media almeno un libro al mese me lo sparo” risposi.&lt;br /&gt;Dal suo sguardo ammirato capivo che non mi considerava così male.&lt;br /&gt;“E di musica invece? Ne ascolti?”&lt;br /&gt;“Oh, beh, di norma tenderei molto al jazz. Senza particolari confini.”&lt;br /&gt;“Davvero? Oddddio!!! Pure io!! E’ un genere che adoro!!”&lt;br /&gt;Devo dire che stavo incominciando davvero a guadagnare punti e il “tlac-tlac-tlac” del mio “contatore di ego” iniziò ad incrementare con buona lena. Ancora un po’ e avrei guadagnato il primo bonus. Già le sue labbra sembravano inturgidirsi e le acquose pupille dilatarsi con riflesse in esse le luci dei neon della via.&lt;br /&gt;Effetti del jazz, mi dissi.&lt;br /&gt;“e… quale strumento ti piace ascoltare di più?”&lt;br /&gt;Sorrisi con una smorfia beffarda provando meraviglia per ciò che mi stavo lasciando uscire. Pensai che in fondo era pur sempre una che non conoscevo per nulla e che probabilmente non avrei mai più reincontrato. Forse.&lt;br /&gt;“Quelli a fiato… mi mandano in estasi”.&lt;br /&gt;La vidi sorridere e mi parve lo sguardo per un istante abbassarsi verso la patta dei pantaloni. Aveva indubbiamente compreso l’allusione e mi vergognai della greve spiritosata. Sapevo crear di meglio.&lt;br /&gt;“Ho capito… insomma… Coltrane, Davis, Gillespie”. Riprese a guardarmi.&lt;br /&gt;“Satchmo, Chet Baker, Rava” aggiunsi all’elenco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fece un respiro profondo e assunse immediatamente una posa che mi parve neutra. Meno complice. Le sue labbra si stirarono in un nuovo sorriso. Freddino. Avvertii quel brivido di fastidio che già conoscevo e che mi aspettavo.&lt;br /&gt;“Che dici allora? Lo firmiamo”?&lt;br /&gt;Guardai il foglio della casa editrice di libri per corrispondenza pinzato sulla cartella rigida che teneva in mano. Devo dire che trovo sempre doloroso deludere qualcuno. Fosse anche per un gioco o per lo sfizio fugace di una conversazione a mani in tasca, con una sconosciuta a caccia di qualche firma di adesione al club della cultura best-seller. Ma stavo solo e volevo semplicemente riscaldare l’aria fredda con il tepore del mio fiato, mentre mi aggiravo senza meta tra le luci a festa dei negozi. Tra un po’ sarebbe stato Natale e per un istante, un ultimo rapido istante, in quegli occhi ho desiderato smarrirmi per non ritrovarmi più. Belli veramente. Lei però non ricambiò. Quel suo sguardo mi aveva già abbandonato per andare a posarsi con un nuovo sorriso a qualcosa che avvertii sopraggiungere alle spalle .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108754888639628630?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108754888639628630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108754888639628630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108754888639628630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108754888639628630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/11/incipit-1.html' title='incipit 1'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-110128660631368504</id><published>2004-11-01T09:54:00.000+01:00</published><updated>2005-02-23T10:53:05.633+01:00</updated><title type='text'>prologo noir</title><content type='html'>Il bambino è fermo, ritto, un minuscolo capotto giallo all’angolo della grande piazza che s’affaccia al mare. Il profumo dello zucchero filato lo avvolge. Il bambino già pregusta il momento in cui la nuvola appiccicosa, avvinta allo stecco tenuto fra le dita, litigherà con il bordo salivato della sciarpa stretta al collo. La mamma cerca monete dentro la borsetta. Il bambino, paziente, volge lo sguardo al cielo. Un gabbiano lotta contro la bora a mezz’aria proprio nel mezzo della piazza al tramonto illuminata dalla fioca luce blu di faretti immersi nel cemento che la fanno sembrare una pista di atterraggio. Le ali dell’uccello si oppongono ai gelidi soffi mettendosi lievemente di taglio per non stallare. Il bambino punta lo sguardo al becco dell’animale che, affaticato, lascia cadere qualcosa a terra. Il gabbiano con un grido che muta in gemito stridulo s’allontana alla vista. Le gambe del bambino muovono verso il punto in cui c’è la cosa caduta. Praticamente al centro della piazza che dà sul mare. Il bambino si ferma e osserva la cosa ai suoi piedi. Sorride dentro la sciarpa. A terra una biglia biancorossa con un dischetto scuro sulla superficie, non perfettamente sferica e dalla parvenza molliccia. Il bambino pensa che un giocattolo simile se l’era fatto comprare dalla nonna giusto una settimana prima per la festa di San Nicolò. Una di quelle palline gommose e gelatinose piene di venuzze che fanno schifo alle bambine. Il bambino si piega sulle ginocchia e raccoglie la cosa. Non sente nulla. Non sente la mamma avvicinarsi. Non sente la frase:”Santiddio ma quante volte ti ho detto che non devi mai raccogliere nulla da terra?”. Sente solo il vento e, con esso dietro sé, un respiro breve, mozzato. Poi è urlo. Violento. A liberare orrore e raccapriccio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-110128660631368504?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/110128660631368504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=110128660631368504' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110128660631368504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/110128660631368504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/11/prologo-noir.html' title='prologo noir'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108903800147921663</id><published>2004-07-05T16:29:00.000+02:00</published><updated>2004-07-12T11:39:36.953+02:00</updated><title type='text'>amici e catene</title><content type='html'>Ci sono amici che mi vogliono bene. &lt;br /&gt;A volte capita che mi arrivino sulla casella di posta elettronica messaggi con scritte in oggetto frasette spiritose che invogliano all’apertura. Tanto più se a mandarmeli sono cari amici che ogni tanto ti inviano filmini divertenti ed istruttivi o slides in Power Point di foto argute che svelano segreti ambiti (parlo per eufemismi). &lt;br /&gt;Ed invece a volte che mi tocca leggere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il messaggio di solito inizia con un panegirico (che si pretende, se possibile, spiritosissimo) della lunghezza di almeno un centinaio di righe a spaziatura e carattere variabile. Tale messaggio risulta farcito (avete presente la "gubana" tipico dolce friulano?) di: considerazioni filosofiche spicciole, indovinelli moralistici o domande esistenziali delle più assurde (qui Paulo Coelho docet et impera). &lt;br /&gt;Alla fine uno magari ce la fa anche ad andare fino in fondo e proprio nel momento di concludere con un: “beh, in fondo in fondo non era così male come pensavo” ecco che l’ultimo paragrafo chiude invece inesorabilmente così (più o meno): “&lt;em&gt;se ti è piaciuto lo scritto invialo ad altri 5, 10, 20… tuoi amici (praticamente dai fondo alla tua agenda o indici un bando di reclutamento apposito. Ndr). &lt;br /&gt;Se lo farai la FORTUNA e l’ AMORE ti sorrideranno per tutta la vita e le donne ti cadranno ai tuoi piedi (già svestite ovviamente. Ndr), e i botteghini del lotto chiuderanno i battenti grazie alle tue vincite da sogno. CREDICI. Altre persone come te l’hanno fatto e FUNZIONA DAVVERO!!! Ma….(ecco. Lo sapevo. Nella vita c’è sempre un “ma” di troppo. Ndr) mi raccomando NON INTERROMPERE questa catena sennò la tua casa sarà sommersa dalle acque, tua suocera ti maledirà in eterno (anche se non sei ancora sposato. Ndr), e il dolore e la tristezza troveranno perenne rifugio e riposo nel tuo animo ecc, ecc..." &lt;/em&gt;E qui segue ulteriore elenco di jatture che neanche Nostradamus e Paperoga messi assieme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora. Capisco che per il mio bene un amico mi dia la possibilità di migliorare sensibilmente la mia normaluccola  esistenza ma, per cortesia, se mi si lasciasse in pace? No? Già ho le mie difficoltà relazionali e le angosce quotidiane che fanno ridere i più (apriremo in futuro un capitolo a parte sui singles visti come esseri beoti ed eternamente allegri). Non trovo assolutamente necessario per la mia faticosa serenità da raggiungere subire ricatti telematici di qualunque sorta. Non sono superstizioso ma insomma una gufata è pur sempre una gufata. E mi scuso per questo e andrei a carezzare quello che rimane un apprezzabilissimo uccello notturno. Il Gufo intendo. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108903800147921663?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108903800147921663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108903800147921663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108903800147921663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108903800147921663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/07/amici-e-catene.html' title='amici e catene'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108860834494512538</id><published>2004-06-30T17:08:00.000+02:00</published><updated>2004-06-30T17:12:24.946+02:00</updated><title type='text'>W i PC (Pensionati Competenti)</title><content type='html'>Ho passato un dopo pranzo domenicale di una sagra paesana a chiacchierare amabilmente con un logorroico pensionato al quale, poi, s’è aggiunto mio padre (pensionato pure lui ma molto meno logorroico ve lo assicuro). Di cosa credete abbiamo conversato? Di pensioni? Televisioni? Di panchine e piccioni? No. Di Computer. &lt;br /&gt;Quaranta minuti di informazioni e consigli (loro) sul miglior uso di word, excel, tabulati e calcoli automatici. Su come automatizzare la stampa di un’agenda di indirizzi sulle buste da lettera, su come fare i migliori fotomontaggi e i grafici a torta. Mi hanno raccontato dei loro corsi di informatica attivati dalle loro banche in quanto soci. Cosa fanno lì e quanto durano le lezioni. Quanto è bravo o meno l’istruttore rispetto loro autodidatti convinti o, spesso, per necessità. &lt;br /&gt;Ho avvertito un entusiasmo genuino e una passione vera.&lt;br /&gt;L’iconografia del pensionato al parco, o rimbambito davanti al televisore, è pura leggenda. Ma si sapeva. Questi hanno fame di conoscenza e voglia di mantenersi allenato il cervello anche con una creatività fatta di semplici uni e zeri.  E fanno dell’uso sapiente della tecnologia informatica la loro bandiera. &lt;br /&gt;Noi giovani di belle speranze foraggiamo di RAM e Gigabyte i nostri PC per crearci realtà virtuali sempre più sofisticate. Viviamo di &lt;em&gt;sparatutto&lt;/em&gt;, di &lt;em&gt;fantasy&lt;/em&gt; e di sport simulato da un &lt;em&gt;gamepad&lt;/em&gt;. Questi invece partono magari da &lt;em&gt;Windows 3.1&lt;/em&gt; e con esso crescono e perfezionano il loro piccolo ma concreto quotidiano fatto di conti e bollette da registrare, di foto di famiglia e filmini da riversare. C’è una saggezza ed una sapienza della vita che si rende manifesta anche seduti (canuti) davanti al monitor.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108860834494512538?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108860834494512538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108860834494512538' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108860834494512538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108860834494512538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/w-i-pc-pensionati-competenti.html' title='W i PC (Pensionati Competenti)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108799969849354018</id><published>2004-06-23T16:03:00.000+02:00</published><updated>2004-07-08T10:18:35.496+02:00</updated><title type='text'>Sulle strade del Che</title><content type='html'>In questi giorni nelle sale si proietta un film bello e romantico.&lt;br /&gt;Un film che narra di due ragazzi, due amici per la pelle, che affrontano l’impresa di un viaggio attraverso il sudamerica, sopra una motocicletta scassata che arranca su strade, di polvere o di neve, che da Buenos Aires portano a Caracas. &lt;br /&gt;Un viaggio che diviene espressione sincera della loro intima vita un attimo prima che la Vita stessa li accolga a sé definitivamente e li trasformi in ciò che poi sono realmente diventati. &lt;br /&gt;C’è voglia di incontro, scoperta e avventura qui.  Di trascinarsi dietro uno zaino come casa. Di incontrare il prossimo con un sorriso e le mani tese pronte all’aiuto. C’è il bisogno di varcare la personale linea d’ombra con l’adesione persino mistica ad un concreto progetto di vita e di dedizione ad una causa fatta di sostegno e solidarietà verso il debole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo film veniamo a conoscere Ernesto, il Che, qualche anno prima dell’adesione alla causa rivoluzionaria cubana. E’ un ragazzo argentino di buona famiglia borghese prossimo alla laurea in medicina. Un po’ timido con le donne e incapace di riconoscere un passo di tango da uno di salsa. Abbiamo modo di seguirlo durante la sua esperienza toccante ed umana di servizio in un lebbrosario e di capire parecchio della sua passione per la gente, per la scrittura e del suo amore inesausto per la lettura. Un giovane ragazzo colto, forte nello spirito quanto indebolito nel corpo da una malattia cronica, l’asma, che lo affliggeva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai indossato una maglietta con il suo volto stampigliato, né ho mai posseduto un poster sulle pareti della mia cameretta da ragazzo, ma capisco perché possa essere diventato un mito per generazioni intere di giovani. &lt;br /&gt;E continua ad esserlo ancora oggi. &lt;br /&gt;Malgrado si viva in un mondo dove troppo spesso ormai anche i migliori sogni diventano &lt;em&gt;merchandise&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108799969849354018?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108799969849354018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108799969849354018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108799969849354018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108799969849354018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/sulle-strade-del-che.html' title='Sulle strade del Che'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108782266946808059</id><published>2004-06-21T14:55:00.000+02:00</published><updated>2004-12-23T22:44:01.290+01:00</updated><title type='text'>bianco e nero</title><content type='html'>Sabato mattina stavo guidando per rientrarmene a casa dal supermercato dopo aver acquistato un po’ di “prelibatezze” da far ingoiare al mio microonde, quando una visione mi ha riportato in un lampo indietro di almeno trent’anni.&lt;br /&gt;Quello che mi è apparso dinnanzi, al di là del parabrezza, è stata la visione di una Fiat &lt;em&gt;bianchina&lt;/em&gt; decappottabile, di colore azzurrocielo, con all’interno due “felliniane” testoline femminili corredate di foulard e occhiali da sole d’ordinanza. Giuro. Pareva la materializzazione di una fotografia prelevata da una delle riviste &lt;em&gt;Grand Hotel &lt;/em&gt;che si potevano leggere allora. Le due donne? Una sorta di Thelma and Louise della dolce vita euganea. Stupende.&lt;br /&gt;Le ho seguite per un po’ osservandone il posteriore (dell’auto s’intende) e il sempre fascinoso (per me) quadratone di targa nera con i numeroni bianchi.&lt;br /&gt;Ipnotizzato non ho trovato il coraggio di effettuare il volgare sorpasso.&lt;br /&gt;Il tutto è durato nemmeno un chilometro ma tanto m’è bastato per riandare con i ricordi alla mia infanzia. Quella dei tempi della mitica Prinz NSU verde acquamarina (che gusto di colori allora) di mio padre e di quando, una volta l’anno, si affrontava l'"epica traversata est-ovest e ritorno" lungo l’autostrada A4 (forse chiamata così perchè vi transitavano all'epoca si e no 4 automobili ogni ora) tra Monfalcone e Milano.&lt;br /&gt;E mi è tornato alla mente tutto: le levataccie all’alba per la partenza, con la strada ancora al buio i primi chilometri; l’odore dolciastro dei sedili dell’auto, mischiato al profumo dei panini ai salumi e formaggi, che avremmo mangiato durante le soste necessarie a far raffreddare il motore; le assolate piazzole sul ciglio corredate di panchine e tavolino di cemento con adeguato praticello intorno (nell’esatto punto dove sarebbe sorto, di lì a poco, un più efficiente e omologante autogrill); le spalle e la nuca di mio padre con l’impugnatura delle sue mani sul volante nella posizione canonica delle ventitré e dieci, come si conviene a coloro che fossero ancora freschi di patente (una posizione che, ad oggi, a quasi settanta anni, egli non ha ancora abbandonato)…&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;Può bastare così.&lt;br /&gt;Capita che a volte un po’ di ricordi di infanzia, una mattina di un sabato qualunque, ti taglino all’improvviso la strada grazie al passaggio di un’automobilina azzurra. E chissà quelle due dove stavano andando. Felici e spensierate come l’epoca che hanno voluto richiamare.&lt;br /&gt;Ho lanciato loro l’ultimo sguardo prima di svoltare per entrare nel mio quartiere. E ho pensato che dietro la prossima loro curva ci sarebbe stata forse ad attenderle una fotografia in bianco e nero gigante, di quelle con il bordo bianco dentellato e l’immagine un po’ sbiadita e graffiata. Là dietro, proprio dietro la curva, in mezzo la strada che porta ai colli.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108782266946808059?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108782266946808059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108782266946808059' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108782266946808059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108782266946808059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/bianco-e-nero.html' title='bianco e nero'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108748077858572280</id><published>2004-06-17T15:09:00.000+02:00</published><updated>2004-12-23T22:44:24.753+01:00</updated><title type='text'>capolinea</title><content type='html'>Vorrei ancora illuminare&lt;br /&gt;con un gesto d'amore&lt;br /&gt;il buio muto di questa sera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;consumare la rimanente cera&lt;br /&gt;di questa candela&lt;br /&gt;con i nostri lontani ricordi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma restiamo qui sordi&lt;br /&gt;e incapaci persino&lt;br /&gt;di sfiorarci la mano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quanto è lontano&lt;br /&gt;il tuo sguardo e il calore compagno&lt;br /&gt;di un gesto atteso che mi sorprenda lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;siamo due rondini nere&lt;br /&gt;senza ali nè primavere&lt;br /&gt;che più ricordano l’abbraccio del vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108748077858572280?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108748077858572280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108748077858572280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108748077858572280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108748077858572280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/capolinea.html' title='capolinea'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108731394630306768</id><published>2004-06-14T17:32:00.000+02:00</published><updated>2004-12-23T22:44:49.713+01:00</updated><title type='text'>Voyeur </title><content type='html'>Ieri pomeriggio mentre me ne stavo bello disteso sulla sdraio, a sudare sotto la canicola di un’estate finalmente avviata, unto di olio abbronzante agli aromi di cocco e peli fritti, indossando un doveroso paio di Ray-ban a protezione e tenendo in mano un bel libro, da mandar giù a capitoli interi tra una pennica e l’altra, ho voltato (non so perché) lo sguardo e ho notato apparire, seminascoste dal fogliame, certe rotondità appetitose. Ho posato lo sguardo, amorevole e voglioso, per alcuni secondi e ho lasciato che il desiderio... dei pomodorini &lt;em&gt;pachino&lt;/em&gt;, finalmente comparsi sulla pianta in vaso posta sul terrazzo di casa, mi afferrasse senza inibizioni. Non vedo l’ora di gustarne la polpa.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108731394630306768?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108731394630306768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108731394630306768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108731394630306768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108731394630306768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/voyeur.html' title='Voyeur '/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108695575060640018</id><published>2004-06-11T14:03:00.000+02:00</published><updated>2004-06-11T14:09:10.606+02:00</updated><title type='text'>Pablo è vivo!</title><content type='html'>Ringrazio chi mi ha inviato a mò di “spam” (Studiate Poesie A Memoria) quanto segue. Non è tra i generi di poesia che preferisco, anche se un Neruda è pur sempre un bel Neruda, ma conserva un tono lenitivo che sembra fatto apposta per andare a spalmarsi sopra i miei chakra doloranti.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;LENTAMENTE MUORE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,&lt;br /&gt;   chi ripete ogni giorno gli stessi percorsi,&lt;br /&gt;   chi non cambia la marca o colore dei vestiti,&lt;br /&gt;   chi non rischia,&lt;br /&gt;   chi non parla a chi non conosce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Lentamente muore chi evita una passione,&lt;br /&gt;   chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i&lt;br /&gt;   piuttosto che un insieme di emozioni;&lt;br /&gt;   emozioni che fanno brillare gli occhi,&lt;br /&gt;   quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,&lt;br /&gt;   quelle che fanno battere il cuore&lt;br /&gt;   davanti agli errori ed ai sentimenti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,&lt;br /&gt;   chi e infelice sul lavoro,&lt;br /&gt;   chi non rischia la certezza per l'incertezza,&lt;br /&gt;   chi rinuncia ad inseguire un sogno,&lt;br /&gt;   chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli  sensati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Lentamente muore chi non viaggia,&lt;br /&gt;   chi non legge,&lt;br /&gt;   chi non ascolta musica,&lt;br /&gt;   chi non trova grazia e pace in se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Lentamente muore chi distrugge l'amor proprio,&lt;br /&gt;   chi non si lascia aiutare,&lt;br /&gt;   chi passa i giorni  a lamentarsi della propria sfortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,&lt;br /&gt;   chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,&lt;br /&gt;   chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Evitiamo la morte a piccole dosi,&lt;br /&gt;   ricordando sempre che  essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga&lt;br /&gt;   maggiore del semplice fatto di respirare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida&lt;br /&gt;   felicita.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;   PABLO NERUDA&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108695575060640018?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108695575060640018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108695575060640018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108695575060640018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108695575060640018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/pablo-vivo.html' title='Pablo è vivo!'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108685415118140327</id><published>2004-06-10T09:49:00.000+02:00</published><updated>2004-06-10T09:55:51.180+02:00</updated><title type='text'>dicono sia per dopodomani</title><content type='html'>Visto che il mercoledì si paga di meno ieri sera con alcuni amici sono entrato dentro un cinema, mi sono seduto sulla comoda poltrona al buio e ho visto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cadere dal cielo cubetti che paiono appena rovesciati da un freezer, distese di ghiaccio polari che si spezzano come wafers, metropoli trasformate in vasche da bagno, la Statua della Liberta (ma quante ne ha subite ormai poverella?) seppellita fino al collo da una neve immensa.  &lt;br /&gt;Dicono possa accadere dopodomani (&lt;em&gt;the day after tomorrow &lt;/em&gt;infatti è il titolo) se continuiamo così, con i nostri dissennati sprechi e la nostra scarsa cura e attenzione per le tematiche ambientali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film, stilisticamente parlando, effetti speciali a parte, è una boiata pazzesca però… Non so voi ma io lo split del condizionatore, questa estate, mi sforzerò di accenderlo il più tardi possibile.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108685415118140327?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108685415118140327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108685415118140327' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108685415118140327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108685415118140327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/dicono-sia-per-dopodomani.html' title='dicono sia per dopodomani'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108670499312905962</id><published>2004-06-08T16:27:00.000+02:00</published><updated>2004-11-22T12:40:49.263+01:00</updated><title type='text'>Guarda</title><content type='html'>"Guarda più lontano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;guarda più in alto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;guarda più avanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e vedrai una via...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma sappi anche voltarti indietro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per guardare il cammino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;percorso da altri che ti hanno preceduto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi sono in marcia con noi sulla strada".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Lord Baden - Powell)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108670499312905962?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108670499312905962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108670499312905962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108670499312905962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108670499312905962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/guarda.html' title='Guarda'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108609775342438795</id><published>2004-06-02T01:48:00.000+02:00</published><updated>2004-11-22T12:38:44.116+01:00</updated><title type='text'>Una storia vera</title><content type='html'>Ogni tanto mio fratello tra un film tibetano ed uno indiano tiene qualcosa per cui vale la pena vivere (o perlomeno da vedere una sera da soli seduti sul divano). Gli ho prelevato da casa sua un filmetto in dvd che, credetemi, l'ho trovato davvero grazioso. Tanto per cominciare è:&lt;br /&gt;Un road-movie americano dove al posto delle rombanti Harley c'è una asfittica motofalciatrice che percorre una distanza che va dall'Iowa al Wisconsin (immaginatevi una Padova-Roma via E45).&lt;br /&gt;Il protagonista calza in testa un bel cappellone sotto il sole e fa così strada (tanta strada) e poi incontri (bei incontri) dove assapora il gusto genuino dell'accoglienza nelle difficoltà.&lt;br /&gt;Le tappe del suo cammino sono scandite da bivacchi serali solitari o in compagnia di viandanti occasionali (ci sta pure un prete che, incuriosito, gli si avvicina portandogli del pasto caldo).&lt;br /&gt;Il protagonista è un vecchio di settanta anni che, come racconta, ha negli occhi ancora le immagini della guerra combattuta quand'era giovane.&lt;br /&gt;Il suo scopo è quello di raggiungere il fratello malato per una riconciliazione dopo dieci anni di vicendevole rancore. Due fratelli separati dalla vita senza alcun dialogo o incontro.&lt;br /&gt;Il film è di David Lynch ed è poetico ma non melenso, struggente ma non sdolcinato, lento ma non annoiante. Alla fine ti sembra di aver viaggiato assieme e quando il fratello, con il groppo alla gola, guardando la motofalciatrice gli dice: "E tu, per me, hai fatto tutta questa strada?" pure io, all'unisono con il protagonista, ho risposto: "sì".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108609775342438795?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108609775342438795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108609775342438795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108609775342438795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108609775342438795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/una-storia-vera.html' title='Una storia vera'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7174679.post-108608330953268378</id><published>2004-06-01T20:32:00.000+02:00</published><updated>2005-02-23T11:07:27.633+01:00</updated><title type='text'>Che faccio ora? Vado?</title><content type='html'>Prima o poi doveva succedere perchè la tentazione è sempre stata forte. Scrivere su un blog. Perchè? Non saprei spiegarlo davvero e comunque ci sono già sociologi che iniziano a darci le loro spiegazioni su questo fenomeno di "grafomani egocentrici e un po' esibizionisti". La definizione è mia ma non è così lontana dal vero credo. Comunque queste sono le prime brevi righe tanto per iniziare. Poi, presa la mano, ne scorreranno a fiumi (di righe intendo che per il vino casa mia, per chi mi conosce, è sempre aperta). Non so bene ancora cosa scriverò qui. Non so neanche se lo userò come diario intimo personale per pochi amici "eletti" o lo condividerò con una comunità virtuale più ampia. Vado a braccio. Non aspettatevi immagini fantasmagoriche, musichette, giochetti visivi e grafica raffinata. Amo la sostanza e lo stile essenziale e scarno. Partiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7174679-108608330953268378?l=quadernodicaccia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/feeds/108608330953268378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7174679&amp;postID=108608330953268378' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108608330953268378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7174679/posts/default/108608330953268378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernodicaccia.blogspot.com/2004/06/che-faccio-ora-vado.html' title='Che faccio ora? Vado?'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
